Il contenuto dell‘articolo è stato oggetto della puntata di mercoledì 28 ottobre delle Notizie dalla Germania, trasmesse all‘interno della rubrica Oltre confine di Radio Quarantena. Radio Quarantena, con cui la Voce delle Lotte ha avviato una collaborazione, è la radio nata durante l’emergenza del Covid-19, ad opera di diversi compagni con baricentro a Roma, con l’obiettivo di favorire la circolazione di idee, esperienze e testimonianze in una dimensione collettiva e d’inchiesta. Le Notizie dalla Germania riferiscono notizie pubblicate sui due quotidiani tedeschi Junge Welt e Neues Deutschland.


Domenica scorsa 25 ottobre sono giunte ad esito in Germania le trattative riguardanti il contratto del pubblico impiego.

I protagonisti delle trattative sono stati da una parte l‘Unione delle federazioni dei datori di lavoro di carattere comunale e lo Stato, dall‘altra il sindacato Ver.Di (il sindacato del settore dei servizi) e la Confederazione dei funzionari pubblici.

Da parte degli occupati l‘accordo raggiunto viene letto come un successo. Gli interessati, circa 2,3 milioni di occupati di Stato e Comuni, riceveranno stipendi più elevati. Gli aumenti previsti si verificheranno in due momenti, in due passi: da aprile 2021 dell‘1,4%, e poi da aprile 2022 dell‘1,8%. Saranno differenti secondo le fasce di retribuzione: per la fascia di retribuzione più alta l‘aumento sarà complessivamente del 3,2%, per quella più bassa del 4,5%.

Per l‘anno attuale è stato concordato un Corona-Prämie, un unico compenso, anche in questo caso differenziato: chi appartiene alle fasce di retribuzione alte riceverà una tantum 300 euro, chi alle medie 400, e chi alle basse 600.

Per il personale di cura, dell‘assistenza sanitaria, gli aumenti di stipendio sono più sostanziosi. Dallo scoppio della pandemia gli operatori di questo settore sono stati esposti a un carico di lavoro gravoso, inoltre le loro condizioni di lavoro sono state spinte sotto il riflettore, di conseguenza nella contrattazione che li riguarda anche i datori di lavoro sono stati particolarmente sotto pressione. Per questo personale sono previsti aumenti di stipendio del 8,7%. Per gli impiegati nelle stazioni di terapia intensiva si arriva a circa il 10%.

Oltre agli aumenti sopra indicati e al pagamento del Corona-Prämie, un aspetto importante dell‘accordo è costituito dall‘adattamento (dal 2023) dell‘est della Germania alle 39 ore di lavoro valide nell‘ovest.

Riguardo all’accordo è possibile raccogliere alcune considerazioni.La prima considerazione è che questo accordo è stato considerato un successo. L‘obiettivo dei sindacati è stato raggiunto, oltre alle recentemente solite parole benevole e agli applausi, hanno potuto ottenere condizioni migliori di quelle che i datori di lavoro pretendevano affermare. Da parte delle federazioni dei datori di lavoro si contava sul fatto che ai sindacati sarebbe stato impossibile nelle condizioni della pandemia mobilitare i colleghi. Invece i membri del sindacato hanno mostrato che è possibile attivarsi, fino allo sciopero. Ci sono state mobilitazioni cospicue, il sindacato Ver.Di ha organizzato prima dell’inizio del terzo giro di contrattazioni circa 300 azioni in tre giorni.

La seconda considerazione o il secondo gruppo di considerazioni è che questo successo è parziale, per alcuni motivi:

1) È ancora lungo il percorso per garantire rapporti di lavoro decenti nel sistema sanitario.

2) Gli aumenti indicati valgono esclusivamente per istituzioni comunali e di Stato, non sono cioè sanciti per esempio per occupati di cliniche e ospizi che hanno altri gestori; nonostante il tipo di lavoro che questi operatori svolgono sia ugualmente irrinunciabile e di un carico ugualmente e permanentemente gravoso. Tenuto conto di ciò, l‘esito di queste trattative rappresenta comunque un segnale, un punto di riferimento anche per occupati da altri gestori in settori uguali o simili.

3) Questa lotta riguardo al contratto non può essere considerata un conflitto chiave che porta con sé esiti positivi in tutte le altre contrattazioni e che aiuta in tal modo a respingere lo scaricamento dei costi della crisi sulla popolazione. Anzi in un certo senso ci sarebbero segnali che vanno al contrario, per esempio elogiare l‘impiego pubblico e il ruolo stabilizzatore dell‘impiego pubblico come ha fatto il ministro Horst Seehofer (CSU) può essere interpretato come un chiaro segnale che i costi della crisi devono essere scaricati proprio di nuovo sui lavoratori salariati attraverso la spesa pubblica e dunque le tasse pagate dai lavoratori stessi.

Infine questa vittoria, o parziale vittoria, pone l’enorme e seria domanda: e nel settore dell‘industria automobilistica cosa accadrà? Infatti è da segnalare che il sindacato dei metalmeccanici IG Metall si trova di fronte a un round di contrattazione difficile…

Alessandro Cardinale