Ieri, a Napoli, dopo una brutale aggressione da parte delle forze dell’ordine, sono stati arrestati tre compagnɜ del movimento per la Palestina.
La repressione contro chi lotta per una Palestina libera fa cadere così il velo su una città guidata da un sindaco, Manfredi, che si dice di sinistra e solidale con la Palestina.
Vogliamo che Mimì, Dario e Bocconcino siano liberɜ subito e che non ci siano condanne!
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Il 3 luglio di quest’anno il consiglio comunale ha votato per recidere gli accordi con entità israeliane. Questo ha fatto esplodere il consenso per un sindaco dal volto umano, uno dei pochi che sembrava aver preso posizione.
Una mozione che è arrivata principalmente grazie alla pressione di due anni di battaglie della comunità palestinese, con presìdi sotto al Comune, che chiedevano la discussione e la votazione di una mozione di denuncia contro quanto accade a Gaza.
Nonostante ciò, questa votazione è stata utilizzata dal sindaco Manfredi per ripulirsi la faccia, poiché concretamente poi si è ben guardato dal dare seguito alla decisione.
Infatti, addirittura il 16 ottobre, in occasione dell’iniziativa Dialoghi Mediterranei, è stato invitato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, che pochi giorni prima aveva affermato che non si sarebbe mai costituito uno Stato palestinese.
Inoltre, in questi giorni, alla Mostra d’Oltremare a Fuorigrotta si è tenuto il Farmaexpo, dove TEVA – azienda farmaceutica israeliana che lucra sull’occupazione sionista avendo l’esclusiva sulla vendita dei farmaci nei territori palestinesi – ha partecipato con un proprio stand.
TEVA ha contribuito direttamente al genocidio, interrompendo la somministrazione di cure durante i due anni di bombardamenti su Gaza e sui suoi ospedali.
Di fronte a questa vergognosa mancanza di rispetto degli accordi presi in sede comunale e contro qualsiasi entità sionista che entri in città, il movimento napoletano per la Palestina si è mobilitato.
In particolare, ieri, con un presidio fuori dalla Mostra, che è poi riuscito a entrare nel padiglione dove si trovava il banchetto espositivo di TEVA per un’azione di sanzionamento.
All’uscita, il gruppo di compagnɜ che era riuscito a entrare – una ventina – si è trovato accerchiato dalle forze dell’ordine, che hanno iniziato a picchiarli violentemente, sputare addosso e insultarli, fino ad arrivare all’arresto di tre compagnɜ, accusatɜ di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Compagnɜ che da sempre sono parte viva non solo della mobilitazione per la Palestina, ma anche di tutta la rete di lotte napoletane.
Come Mimì, esponente in prima linea delle battaglie sindacali con il Si Cobas, che insieme a Dario organizza il movimento dei disoccupati 7 Novembre, parte attiva delle assemblee cittadine dell’area flegrea in risposta alla mancanza di politiche concrete per la crisi del bradisismo in quelle zone.
Compagnɜ che, tra l’altro, sono statɜ più volte vittime della repressione politica per la loro radicalità nelle lotte – il che fa pensare che anche la scelta di tenerlɜ per tre giorni, aspettando lunedì per il processo per direttissima, non sia casuale, ma un accanimento verso chi lotta per chi non viene ascoltato in questa città, come le famiglie sfrattate dell’ex Motel Agip che il Comune ha buttato fuori senza offrire soluzioni alternative.
Per questo pretendiamo che rispetti gli accordi presi in consiglio comunale e rilasci lɜ compagnɜ che, con la lotta, hanno cercato di andare dove lui ha deciso di chiudere un occhio.
Sappiamo bene, però, che questo non succederà: il centrosinistra, il PD, il M5S, Manfredi e gli altri non hanno alcuna intenzione di rompere realmente gli accordi con Israele, perché questo significherebbe rompere con i grandi investimenti nelle università, nel sistema farmaceutico e inimicarsi le grandi aziende che li sostengono e finanziano.
L’unico modo perché lɜ compagnɜ non subiscano la repressione è alimentare la lotta, partecipare ai presìdi convocati per stamattina e lunedì, e con la forza della mobilitazione imporre che non siano loro a pagare per aver lottato nella collettività per un mondo migliore per tuttɜ!
Mimì, Dario e Bocconcino Liber3 subito!
Scilla Di Pietro
Nata a Napoli il 1997, già militante del movimento studentesco napoletano con il CSNE-CSR. Vive lavora a Roma. È tra le fondatrici della corrente femminisa rivoluzionaria "Il Pane e Le Rose. Milita nella Frazione Internazionalista Rivoluzionaria (FIR) ed è redattrice della Voce delle Lotte.