Aquarius: trova un porto ma Gibilterra la caccia dalle sue acque

Dopo essere stata al centro di una crisi diplomatica lo scorso giugno, l’Aquarius ha ancora una volta faticato per trovare un porto per i 141 migranti che la nave umanitaria ha salvato lungo le coste libiche, rilanciando tensioni e contraddizioni tra i paesi dell’Unione Europea attorno alla questione migratoria. Mentre questo nuovo episodio rimette a nudo la politica criminale dei paesi dell’Unione europea per quanto riguarda i migranti, il governo di Gibilterra afferma che rimuoverà la bandiera della nave umanitaria dalle sue acque.

E’ la secondo volta che l’Aquarius –nave umanitaria di SOS Mediterraneo e operante in associazione con Medici senza forntiere per soccorrere i migranti che, pur rischiando la vita, entrano in mare per scappare dalla miseria e dalle guerre presenti nei loro paesi d’origine– si è ritrovata bloccata in mare a causa del rifiuto da parte dei paesi europei di accogliere i migranti. Per 5 giorni ci sono stati 141 migranti, metà dei quali erano minorenni, che vagavano in mare.

Come lo scorso giugno, le reazioni dei diversi paesi dell’Unione Europea sono state tutte molto reazionarie e l’Aquarius è apparsa ancora una volta come il simbolo della politica “mortuaria” della fortezza Europea per quanto riguarda i migranti, le sue contraddizioni e le tensioni tra i governi dei paesi dell’Unione Europea, che dopo aver provocato quella che chiamiamo la “crisi migratoria”, a causa delle loro politiche di guerra e il saccheggio imperialista ai quattro angoli del mondo, non sanno come gestire la questione migratoria ed infatti “si passano la palla”.

Un atteggiamento che mette in luce la vera identità dei dirigenti politici poiché testimonia di fatto che dall’estrema destra populista e xenofoba di Salvini fino a Macron o alla Merkel, le differenze riguardanti la politica migratoria si esprimono più sulla forma che sulla sostanza.

Così, se il Governo Italiano di estrema destra e dei populisti ha senza alcun stupore mantenuto la sua linea xenofoba, rifiutando di accogliere l’Aquarius, Malta, la Francia, la Spagna avevano inizialmente anch’essi rifiutato di accoglierla, mentre i porti di Sete e dell’intera Corsica si offrivano di accogliere la nave umanitaria. Una decisione di Macron che non sorprende, inscrivendo la continuità della sua politica reazionaria anti-migrante.

Tuttavia, questi paesi, probabilmente a causa della pressione dell’opinione pubblica –bisogna ricordare che il rifiuto di Macron di accogliere una parte dei 630 naufraghi dell’Aquarius, lo scorso giugno, aveva portato ad una crescita della rabbia generale che oggi si manifesta nei confronti della sua politica anti-sociale: la sua “fama” era decisamente calata dopo questo episodio, così come la difficoltà di agire diversamente in vista della situazione-, questo martedì sono tornati sulle loro decisioni.

Malta ha permesso all’Aquarius di entrare nel suo porto. Subito le 141 persone a bordo saranno divise tra Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo e Spagna. La Francia deve accoglierne 60.

In questo contesto politico che mette a nudo in modo inequivocabile le politiche criminali e disastrose dell’Unione Europea, che condanna a morte migliaia di migranti o, coloro che sono abbastanza fortunati da sopravvivere, a condizioni di vita deplorevori, il governo di Gibilterra ha annunciato che ritirerà la sua bandiera dalle acque, chiedendo che l’Aquarius sospenda le sue attività di salvataggio per le quali non è registrata nel territorio britannico. Il governo spiega la sua decisione attraverso un comunicato: la nave è registrata come “nave di ricerca” e non per operazioni di salvataggio. E’ solo a partire dal 2016, sotto la direzione delle autorità italiane, che l’Aquarius ha iniziato a funzionare come nave da salvataggio.

Tuttavia, i cambiamenti del Governo Italiano in termini di politica migratoria, con una linea xenofoba e anti migratoria molto dura, con un rifiuto esplicito di accogliere le navi di salvataggio, hanno spinto il governo del territorio britannico a rifutare l’Aquarius e ad ordinare di lasciare Gibilterra il 20 Agosto 2018 e di tornare in Germania. Una decisione che rischia di aggravare la situazione e di accrescere il numero di morti nel Mediterraneo, in un momento in cui lo stretto di Gibilterra è una via spesso utilizzata dai migranti, e che rimette nuovamente a nudo l’atteggiamento dei paesi dell’Unione Europea che mirano a passarsi la palla e ad essere sollevati dalla responsabilità della gestione dei migranti che arrivano in Europa, di cui sono comunque responsabili.

Una responsabilità ed una conseguenza che i paesi europei hanno difficoltà ad assumersi e gestire, adottando una politica anti-migratoria sempre più agguerrita, come quella italiana, con un governo esplicitamente xenofobo, ma anche in Francia con l’introduzione della legge sull’asilo e l’immigrazione, e in Germania dove viene mostrata la volontà di frenare l’arrivo dei migranti.

Traduzione di Annalisa Esposito
Fonte: www.revolutionpermanente.fr

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