Riportiamo, e aggiorneremo mano a mano, i comunicati di solidarietà (e gli articoli informativi realmente dedicati a raccontare questa vicenda)  pervenuti ad Aleksandar Glišić, al CSR e alla Voce a seguito del caso nazionale esploso per l’assegnazione di un 6 in condotta punitivo relativo all’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro e di fatto penalizzante nella valutazione finale della condotta dell’alunno, come reazione a un semplice post su Facebook (che riproduciamo sotto) di denuncia della reale situazione dell’alternanza, del lavoro gratuito in fabbrica di molte migliaia di studenti minorenni in tutto il paese – post che peraltro non nominava né la scuola d’appartenenza, né l’azienda coinvolta.

Al contrario di quanto sperano professori, preside e PD locale, il CSR non si darà pace fin quando questa misura non sarà revocata. Non solo continueremo a contestare l’alternanza scuola-lavoro in quanto tale, ma non permetteremo che la libertà d’espressione venga repressa in questo modo, sanzionando uno studente in maniera illegittima per aver espresso la sua contarietà allo stage della legge 107, oltretutto al di fuori dell’ambiente scolastico.

Ringraziamo a nome nostro e di Alek le migliaia di singoli e realtà di movimento, sindacali, politiche che si sono schierate dalla parte degli studenti in lotta contro l’evidente ingiustizia della legge 107.

 

Coordinamento Studestesco Rivoluzionario

 

 

_Solidarietà allo studente di Carpi. Cancellare la legge 107! [Cobas Scuola]

_Alternanza scuola lavoro. CUB: insegnanti si uniscano alla protesta degli studenti [CUB Scuola]

_Carpi: 6 in condotta a chi critica la Buona Scuola! [Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione CGIL Modena]

_Senza se e senza ma, Alternanza scuola lavoro: insegnare a chinare il capo e Il gioco delle parti di Francesco Mele, docente dell’IIS Meucci di Carpi

_Carpi, Napoli e l’alternanza scuola-lavoro: se la scuola punisce il pensiero critico e la protesta democratica

di Angelo Romano per Valigia Blu

_Io, studente-lavoratore sfruttato e punito col 6 in condotta per aver protestato su Fb

di Marcello Radighieri per La Repubblica

Un ragazzo scrive su facebook che l’alternanza scuola-lavoro è sfruttamento. È convocato in presidenza ed è punito con il 6 in condotta.

Siamo una generazione sotto ricatto. A lavorare e zitto, non protestare, non chiedere possibilità di scelta, non dire la tua, altrimenti puoi essere punito. Sapere che anche in altri parti d’Italia la libertà d’espressione è minata e altri studenti sono colpiti da provvedimenti disciplinari fa capire quanto grave sia la situazione. Ma allo stesso tempo ci fa capire che non siamo gli unici a dissentire.

Massima solidarietà al ragazzo dell’Itis Da Vinci di Carpi. Non sei solo!

Collettivo Vittorio Emanuele II  (che ha a sua volta la nostra piena solidarietà per la repressione analoga che sta subendo a Napoli e di cui sosteniamo la campagna social #alternanzascuolasfruttamento)

NO ALL’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO! NO AL LAVORO SENZA SALARIO!

SOLIDARIETÀ ALLO STUDENTE DELL’ITIS DA VINCI DI CARPI.

Incredibile ma vero! Si è passati dalla parola d’ordine di anni fa “NO AL LAVORO SALARIATO” a quella degli studenti di oggi “NO AL LAVORO SENZA SALARIO”.

Infatti oggi con l’ASL- Alternanza Scuola Lavoro, attuata con la cosiddetta “buona scuola” del governo Renzi, i giovani studenti sono costretti a lavorare gratis.

I commi dal 33 al 43 dell’art. 1 della legge 107/2015 rende obbligatorie, per gli studenti del secondo biennio e dell’ultimo anno degli istituti tecnici e professionali, ben 400 ore nel triennio di attività in azienda, in istituzioni pubbliche o private operanti in vari settori culturali, professionali, sportivi o del terzo settore. Per gli studenti dei licei invece le ore nel triennio diventano 20. L’ASL in realtà era stata introdotta dalla riforma Moratti nel 2003 (attuata con il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77) ma la “buona scuola” rende obbligatorio un monte ore spropositato e lo rende requisito indispensabile per poter essere ammessi all’esame di Stato. Dal prossimo anno poi, al colloquio dello stesso esame, gli studenti dovranno presentare una tesina sulle loro esprienze di alternanza scuola-lavoro.

Per noi del SI COBAS l’obiettivo ultimo dell’ASL, questa vergognosa invenzione a favore del capitalismo e dei padroni, è quello di convincere i giovani che il lavoro non vale nulla, dal punto di vista dei diritti, e quindi può essere pur enon pagato.

<e se tutto ciò non bastasse, uno studente dell’ITIS Da Vinci di Carpi che si è permesso di criticare l’ASL su facebook, viene punito clamorosamente con un 6 in condotta.

Ma la libertà di espressione non vale più nulla nel nostro paese? Evidentemente no!

La nostra solidarietà allo studente in questione, militante del Coordinamento Studentesco Rivoluzionario, deve trasformarsi per noi in una mobilitazione del sindacato conflittuale e di classe contro l’Alternanza scuola lavoro.

SI Cobas Pubblico Impiego

Mostriamo la nostra solidarietà al compagno Alex , studente dell’ITIS Da Vinci di Carpi a cui è stato assegnato un 6 in condotta per aver criticato l’Alternanza scuola-lavoro con un post su fb. E’ ora che anche a San Giovanni Rotondo si approvi lo Statuto dello Studentesse e degli Studenti in alternanza!

Collettivo Studentesco Autonomo “Studenti liberi”

Credere, obbedire, lavorare e abbozzare. Delle prassi infami dell’alternanza scuola lavoro

Siamo il CLU (Coordinamento Lotte Unite), coordinamento di collettivi di attivisti e lavoratori autoconvocati ed autorganizzati di diverse realtà produttive romane.
In quanto lavoratori – della scuola e non – siamo interessati a comprendere il fenomeno della cosiddetta alternanza scuola-lavoro introdotta dal precedente governo. Siamo convinti che questa attività a cui sono sottoposti gli studenti non abbia un valore formativo utile alla crescita umana e civile degli individui e della comunità. Siamo convinti che “l’alternanza” sia un’attività funzionale agli interessi delle imprese, sia per il grande impatto ideologico che essa assume, sia per la ragion pratica del lavoro gratuito.
Unire l’utile – economico – all’indottrinamento ideologico in un colpo solo.
I recenti episodi dei ragazzi del “Vittorio Emanuele II” di Napoli e dell’ITIS “Leonardo da Vinci” di Carpi confermano la sostanza di un’attività che le scuole svolgono a discapito del loro ruolo educativo: formare donne e uomini liberi.
Vogliamo esprimere la nostra più totale solidarietà a chi, sin da giovanissimo, viene obbligato da una legge dello stato, la 107/2015 la c.d. “Buona Scuola”, a lavorare e a farlo gratuitamente.
Siamo solidali con gli studenti di Napoli costretti a lavorare “da volontari” per il FAI “rei” di aver espresso pubblicamente il dissenso al lavoro gratuito durante i turni di lavoro gratis (nuova schiavitù?) delle domenicali “Giornate di primavera”.
I ragazzi hanno segnalato la loro condizione di coercizione e… una responsabile del FAI si è sentita in diritto/dovere di chiedere alla scuola la più tipica delle punizioni agli alunni indisciplinati: un basso voto di condotta.
Zitti e al lavoro. Al lavoro gratis e di domenica. I sogni dei padroni di ogni tempo vengono di nuovo legalizzati e ad ogni minimo cenno di critica si chiedono ritorsioni.

Tali provvedimenti disciplinari non dovrebbero essere neanche presi in considerazione dagli organi collegiali del “Vittorio Emanuele II”, consapevoli del loro ruolo formativo e non certo repressivo.
Siamo altrettanto solidali con lo studente del “Leonardo da Vinci” di Carpi che si è visto attribuire un sei in condotta dal proprio consiglio di classe per aver giustamente affermato su facebook che “l’alternanza è sfruttamento”.
E’ curioso – e contrario a quanto affermato dai rivoluzionari inglesi e francesi qualche secolo fa – che uno studente venga punito per aver espresso un’opinione. E’ evidente che sulla questione “alternanza” il re è nudo e spellato: è funzionale a un nuovo modello di indottrinamento biopolitico ed è parte integrante di una nuova filiera di speculazione e sfruttamento.
Non abbiamo parole per esprimere il nostro disgusto nei confronti di chi – avendo il compito di istruire le generazioni future – invece si prostra ai dictat padronali e punisce con cieca e ottusa obbedienza.
Infine, l’ultima nota riguarda le ricadute che l’alternanza ha sul mondo del lavoro: quanti posti di lavoro scompaiono sotto la schiera della manodopera addomesticata e gratuita degli studenti in alternanza?
Come lavoratori non possiamo che salutare con piacere le numerose esperienze di insubordinazione mosse da studenti di tutta Italia verso questa nuova forma di sfruttamento. Il nostro desiderio è che ricevano sempre il sostegno di genitori e docenti. A questi ultimi il compito di ribadire coi fatti che il loro lavoro non è burocratico ma educativo.
Da noi lavoratori, sfruttati a nostra volta sui luoghi di lavoro, il supporto lo avranno sempre.

Coordinamento Lotte Unite

Il PRC di Novara esprime solidarietà al compagno Alek e a tutti gli studenti che “osano” sfidare l’ordine costituito. Esprime condanna per l’applicazione dell’alternanza scuola/lavoro come forma di lavoro coatto e gratuito e a ciò esprime stupore per l’atteggiamento degli istituti scolastici, che si adeguano a queste nuove forme di sfruttamento umano. La scuola è il luogo dove si devono formare gli uomini e le donne del progresso sociale, non i futuri schiavi del padrone.

PRC Novara

GIÙ LE MANI DA ALEKSANDAR!

Dopo i recenti fatti del liceo “Vittorio Emanuele II” di Napoli, apprendiamo con sgomento e rabbia quanto accaduto al giovane studente di Carpi.
Aleksandar ha criticato pubblicamente la condizione di sfruttamento generale subita dagli operai dove svolgeva l’alternanza scuola lavoro e denunciato il proprio stato (comune a miglia di studenti) di ipersfruttato!
Il preside padrone, di renziana fattura, ha sanzionato Alxsandar con un sei in condotta che rischia di fargli perdere l’anno.
Per noi è la ” buona scuola” padronale e liberista a meritare zero in condotta.
Una scuola assoggettata al mercato capitalistico, secondo l’esigenze dettate da Confindustria, basata sulla manodopera gratuita e la competizione selvaggia tra padri disoccupati e figli sfruttati.
Per questo esprimiamo tutta la nostra solidarietà a chi, come noi,
continua a ribellarsi all’aziendalizzazione della scuola pubblica chiamata ad educare le nuove generazioni a un futuro di precarietà.
Ci associamo alle richieste di dimissioni da parte del preside Pergreffi, ci stringiamo attorno ad Aleksandar e agli studenti del FIR e chiediamo a gran voce di riprendere la lotta contro la “Buona scuola” di sfruttamento che sancirà futuri licenziamenti di massa per migliaia di lavoratori precari.
UNITI, RESTIAMO SEMPRE DALLA STESSA PARTE!

Lavoratori autorganizzati della scuola Milano
Coordinamento lavoratori della scuola “3 Ottobre”

L’alternanza scuola-lavoro è sfruttamento!

Cerchiamo di capirci qualcosa.

Una domenica mattina gli studenti e le studentesse di una classe di Napoli, durante le ore di alternanza scuola-lavoro, hanno scelto di denunciare lo sfruttamento subito.

E’ evidente che meritano dieci in considerazione dell’alto livello di competenze di cittadinanza dimostrato:

– hanno agito in modo autonomo;

– hanno collaborato tra loro;

– hanno progettato;

– hanno saputo comunicare in maniera chiara ed efficace;

– hanno dimostrato volontà e capacità di partecipazione;

– hanno risolto in maniera creativa un problema (dover conciliare lo svolgimento delle loro ore di alternanza scuola-lavoro con l’ascolto e il rispetto di se stessi);

– hanno individuato collegamenti e relazioni (tra le richieste fatte a loro e la mancanza di personale e di attenzione in Italia per i beni culturali).

Ma… secondo il Fai, il dirigente scolastico e alcuni insegnanti (speriamo pochi), si dovrebbe loro abbassare il voto!

Dunque il re è nudo: le “competenze” attese e da valutare positivamente sono quelle di essere flessibili e disponibili in qualsiasi momento, di obbedire anche ad ordini diseducativi e privi di senso (come quello di fingere di essere volontari), di cercare di cavarsela individualmente invece di collaborare, di adattarsi alle situazioni imposte qualunque esse siano cancellando dall’orizzonte la possibilità di un cambiamento.

Abbiamo capito bene?

E ai docenti è richiesto di allenare a questo gli studenti e le studentesse e di essere ossequiosi nei confronti di chiunque,  a vario titolo,  voglia trarre vantaggio dal lavoro gratuito e minorile, permettendogli di interferire nella didattica e di mettere bocca anche sulla valutazione. E di accettare che i loro colleghi che più si comportano da docenti-impiegati-asserviti siano anche premiati economicamente dal dirigente di turno.

Abbiamo capito bene?

Forse non abbastanza. Cerchiamo di capire ancora meglio.

Uno studente di Carpi ha svolto il compito assegnatogli come alternanza scuola-lavoro, pur essendo contrario. Ne ha parlato poi su facebook per condividere la sua esperienza e le sue critiche. E’  stato punito con sei in condotta perché il suo comportamento necessita di un’inversione di rotta!

Quello che noi vediamo è che lo studente:

– non si è neanche sottratto al lavoro imposto;

– ha liberamente espresso il suo pensiero, cosa che nessuno gli può contestare e a cui anzi la scuola deve formare;

– si è espresso, per di più, fuori dalla scuola e dall’azienda.

 

Ma dalle dichiarazioni del dirigente dell’ITIS di Carpi comprendiamo che gli studenti non possono più ragionare sulle forme e sul senso del lavoro né avere convinzioni “ideologiche” (mentre i dirigenti possono liberamente esprimere le proprie nelle interviste), che il sei in condotta serve a tutelare l’immagine dell’azienda e questo è il compito che la scuola si è assunto, che l’altra funzione a cui essa è deputata è il controllo totale su ciò che i giovani devono imparare a ritenere appropriato pensare e dichiarare, che il ruolo dei dirigenti scolastici è di fare da garanti alla montante impostazione repressiva e liberticida della scuola e della società.

Abbiamo capito bene?

 

Sì, abbiamo capito bene. E non ci piace.

Per questo ringraziamo gli studenti e le studentesse che in varie forme si stanno esprimendo contro l’alternanza scuola-lavoro.

Per questo chiediamo ai docenti e ai genitori del Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” e dell’ITIS “Leonardo da Vinci” di sostenere i loro studenti e studentesse/figli e figlie, di  opporsi a qualsiasi ritorsione nei loro confronti e di difendere la loro (e la propria) libertà di espressione.

Per questo invitiamo i lavoratori e le lavoratrici della scuola a organizzarsi – con e non contro gli studenti – per contrastare e demistificare un istituto che produce asservimento culturale, che ogni anno regala alle imprese, agli enti pubblici e al terzo settore 180 milioni di ore di lavoro, minorile gratuito e obbligatorio, e che è solo un incentivo permanente al generale abbassamento dei salari e al peggioramento delle condizioni di lavoro.

 

Roma, 9 aprile 2018

Studenti genitori insegnanti contro l’alternanza scuola lavoro – Roma