Venerdì 31 maggio, il presidente di Whirlpool-Enea, La Morgia Luigi -nonché ex direttore dello stabilimento di Napoli-Argine, ndr- ha dichiarato, di fronte alle RSA in un tavolo tra azienda e sindacati, che “non ci sono investimenti dell’azienda sullo stabilimento e si prevede la chiusura del sito e riconversione”.
A queste dichiarazioni è conseguita la rottura delle trattative con conseguenti momenti di forte tensione tra i lavoratori ed i rappresentanti aziendali.

Lo stabilimento conta circa 820 lavoratori -di cui 420 operai interni e circa 400 di indotto campano– che attualmente sono in presidio permanente dopo aver visto frantumarsi il proprio futuro lavorativo.

Dapprima con il Ministero del Lavoro poi con il piano industriale, le certezze che gli furono date dal ministro Di Maio e dall’azienda (continuità lavorativa e certezza degli investimenti) sono venute meno e d’un sol colpo i lavoratori ed i loro delegati hanno appreso che il loro stabilimento era contrassegnato da una croce rossa.

Ripercorrendo la storia dello stabilimento, nel 2011, su iniziativa dello stesso La Morgia, si paventa un piano di solidarietà lavorativa che garantiva la continuità lavorativa ma attraverso una riduzione dei tempi di lavoro giornalieri e del salario. Solidarietà concretizzatasi, poi, nel corso degli ultimi 5 anni, fino all’Ottobre 2018 in cui, grazie ad un tavolo tra azienda, lavoratori e ministero del lavoro, viene firmato l’accordo

Quest’ultimo, sbandierato come vittoria politica da Luigi Di Maio, prevedeva il continuo della solidarietà per ulteriori 2 anni e l’impegno, da parte dell’azienda, ad investire 17mln di euro nello stabilimento, che sarebbe partito proprio dal mese di giugno 2019, per attuare un nuovo progetto di implementazione tecnologica dei mezzi di produzione e di garanzia lavorativa con nuove merci da produrre e nuove commesse.

Arrivati a Giugno 2019, l’azienda non mantiene l’accordo dichiarando che non ci sarà più nessun investimento e che c’è la possibilità di cedere lo stabilimento e riconvertirlo ad altro.

In questa situazione, sin da subito è partita la mobilitazione operaia, sebbene non ancora sotto forma di sciopero. Più di un centinaio di operai presidiano continuamente lo stabilimento, denunciando la presa per i fondelli che il ministro Di Maio e l’Azienda hanno portato avanti fino a venerdì scorso.

Le RSA confederali hanno indetto un incontro, lunedì 3, con le delegazioni nazionali della confederazione. Inoltre, martedì 4 giugno alle ore 15:00 c.a. ci sarà l’incontro fissato al MISE con il ministro Di Maio (invitiamo quante più realtà a presentarsi a presidio sotto il ministero in solidarietà verso i lavoratori) e i rappresentanti sindacali dello stabilimento, mentre giovedi 6 si terrà un incontro con il presidente della Regione Campania, De Luca.

Inoltre, per quanto Di Maio possa dire di non essere a conoscenza dei piani industriali di Whirlpool-Enea, così come detto anche dall’attuale direttore dello stabilimento, è chiaro che da questa crisi i lavoratori possono (e devono) solo continuare a lottare e a pressare sia l’azienda che le istituzioni affinché sia data certezza occupazionale a tutti.
Però, per ora, l’unica certezza che si ha è che la multinazionale vuole chiudere l’ultimo stabilimento del Sud Italia e che questa è l’ennesima prova delle bugie populistiche di Di Maio.

Quindi, come giornale online e come organizzazione politica diamo adesione e supporto alla lotta degli operai invitando quante più organizzazioni sindacali e politiche a sottoscrivere l’appello che sarà scritto dai lavoratori e condiviso quanto prima su quanti più canali social possibili.

 

Michele Sisto