A tre giorni dall’aggressione squadrista a 4 ragazzi che stavano tranquillamente camminando per le strade di Trastevere, in pieno centro a Roma, si è verificata un’altra violenza di una squadraccia ai danni dell’attrice Federica Zacchia, bersaglio “notevole” per i fascisti romani autori di queste aggressioni contro organizzatori e spettatori delle proiezioni all’aperto del cinema America, identificati come antifascisti e per questo aggrediti senza tante spiegazioni: Federica, 29 anni, è stata compagna del presidente dell’Associazione “Piccolo America”, Valerio Carocci.

Probabilmente le indagini individueranno come autori, come nel caso della recente aggressione ai quattro giovani romani, esponenti di Casapound e della sua giovanile Blocco Studentesco: in questo caso, si tratta di due uomini che hanno spintonato e fatto cadere a terra la giovane che ha riportato tre giorni di prognosi per un’escoriazione al volto.

 

Un’escalation del genere ai danni non di anonimi proletari dei quartieri popolari e delle borgate romane, o a militanti antifascisti in un episodio di lotta, ma a innocui frequentatori di un cinema all’aperto nelle strade del centro di Roma diventa un problema persino per i padroni e per i loro politici, che fino a oggi, in barba alle loro dichiarazioni di fede antifascisti, non hanno mai mancato di ignorare, quando non di proteggere e coccolare, le squadracce di Casapound e degli altri gruppi fascisti in tutta Italia.

Se un qualsiasi cittadino appartenente ai ceti medi o persino a quelli altri, solo per il fatto di frequentare un evento culturale vagamente percepito come “di sinistra” e antifascista, rischia di essere picchiato da un manipolo di fascisti, il danno non è solo turistico e “d’immagine” – a maggior ragione quando il dibattito politico è spesso centrato sulla “sicurezza” -, ma genera anche contraddizioni politiche a chi questa “sicurezza”, non tanto per la povera gente quanto per i rispettabili abitanti dei centri città, dovrebbe mantenerla applicando scrupolosamente la legge. Se le leggi a misura di onesto cittadino borghese non garantiscono nemmeno questo tipo di soggetto, i “tutori dell’ordine” rischiano seriamente di andare incontro a seri guai politici. E chi più del Movimento 5 Stelle, in particolare a Roma dove governa la città e ha dovuto sostenere le cannonate di Salvini, tutto impegnato a capitalizzare il boom mediatico ed elettorale della Lega a danno, prima di tutto, dei suoi alleati di governo?

Un’ennesima tacca si aggiunge alla crisi del M5S e del sindaco Raggi, che continua a minacciare di sgomberi bruschi e immediati le occupazioni abitative di Roma tranne quella di Casapound.

 

Giacomo Turci