Al termine della sua ultima riunione, dopo che i rappresentanti del movimento romano di lotta per la casa hanno esposto le loro ragioni in vari incontri e tavoli, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Roma ha fatto sapere che lo sgombero dell’occupazione di viale del Caravaggio non è imminente, contrariamente a quanto stabilito dal programma sistematico di sgomberi preparato dal neo-prefetto Gerarda Pantalone in stretta collaborazione con l’ormai ex-Ministro degli Interni Matteo Salvini.

Non c’è uno sgombero imminente domani mattina, su niente. Si respira un buon clima, nuovo e di grande fiducia per il lavoro che dovremmo fare. L’interlocuzione con il prossimo Governo sara’ molto importante per costruire le condizioni necessarie a gestire il problema dell’emergenza abitativa a Roma e di intesa con il Comune di Roma vorremmo procedere in questo modo. Quindi, non c’è più’ all’ordine del giorno questa frenesia di procedere. Per domani mattina non c’e’ alcun tipo di intervento. Siamo confidenti che il nuovo scenario produrrà’ anche un cambio di sensibilità’ e di approccio su questo tema, che a Roma ha dimensioni non paragonabili a nessun’altra città. […] Senza risorse non c’e’ nessuna soluzione credibile. Il ripristino della legalità’ non va mai scisso dal tema dell’umanità’ e della fragilità’ delle persone. Non c’e’ un intervento di ripristino della legalità’ se non si danno alternative alle persone che stanno in quella condizione. Di intesa con il Comune e gli altri e ti produrremo un programma nei prossimi giorni.  Al nuovo Governo, Comune di Roma e Regione Lazio chiederemo risorse straordinarie per affrontare il tema dell’emergenza abitativa a Roma.

ha dichiarato l’assessore alle Politiche abitative della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, parlando al termine del tavolo in Prefettura, che ha visto presenti il sindaco Virginia Raggi, gli assessori Rosalba Castiglione e Laura Baldassarre, il delegato alla Sicurezza Marco Cardilli e rappresentanti delle forze dell’ordine. Le 126 famiglie che abitano a Caravaggio possono quindi perlomeno contare su uno sgombero non annullato, ma differito.

Il continuo insistere da parte del PD sul ripristino della legalità, ora come prima della crisi di governo, fa però capire che non c’è una volontà, un piano di effettivo stop e moratoria sugli sgomberi, quanto una previsione di stanziamento di fondi sulla “emergenza casa”, questione che la regione Lazio finora ha affrontato a dir poco con molta rilassatezza, rispetto alla situazione che gli inquilini vivono ora, nel proporre piani per ricavare nuovi appartamenti popolari agibili e per stanziare più fondi che in passato.

La verità è che la risposta agguerrita che il movimento e gli inquilini di Caravaggio avevano dato alla reale minaccia di sgombero ha reso il proseguimento dell’operazione un azzardo politico che la prefettura, non più sostenuta da un Salvini “onnipotente”, e le altre istituzioni non si sentono di fare in questo momento particolarmente delicato per lo Stato, tra il cambio di governo in corso e la manovra finanziaria alle porte.

L’incontro di oggi è infatti il risultato di una prima consultazione tenutasi lo scorso martedì, preceduta da un’assemblea pubblica partecipata da circa 200 persone che ha visto un vasto fronte di realtà di movimento, sindacali e politiche prendere una netta posizione di difesa dell’occupazione e di resistenza contro lo sgombero.

La legittima difesa sarà caratterizzata da una resistenza attiva, con ogni mezzo necessario a far desistere coloro che si prenderanno la responsabilità di produrre questa follia per le strade di Tor Marancia e in via del Caravaggio. Non siamo disposti a fare passi indietro senza le soluzioni richieste dagli occupanti e dalle occupanti. Queste soluzioni sono le case.

Così è culminata la dichiarazione del Coordinamento cittadino – Lotta per la casa, in apertura, per chiarire la posizione degli inquilini e del movimento di lotta per la casa dopo il tavolo con le istituzioni di lunedì scorso.

L’assemblea di martedì di fronte all’occupazione di Caravaggio.

Il Comune di Roma si era presentato senza prendere posizione contro lo sgombero e senza avere preparato soluzioni abitative che anche solo parzialmente accogliessero le richieste degli inquilini – case “vere” per tutti, nella stessa zona dell’occupazione, con affitti calmierati.

La diretta video dell’assemblea a Caravaggio.

In diretta da via del Caravaggio, la conferenza stampa degli occupanti pronti a resistere allo sgombero con ogni mezzo necessario

Pubblicato da Coordinamento cittadino Lotta per la casa su Martedì 27 agosto 2019

 

La “svolta” annunciata da Zingaretti e dal PD, al di là di questa “tregua” con le occupazioni – che, ad esempio, sembra non valere per lo spazio di Lucha y Siesta – e forse qualche briciola di fondi in più, si scontra inesorabilmente con gli interessi di classe dei palazzinari, delle agenzie immobiliari, della Chiesa cattolica grande proprietaria di immobili che il PD difende e rappresenta. Sono loro i primi a sapere che grande proprietà e speculazione immobiliare non possono convivere con la soddisfazione del diritto a una casa confortevole per tutti: una casa per tutti si potrà ottenere solo togliendo l’enorme mole di immobili sfitti dalle mani dei grandi proprietari, come già hanno iniziato a fare con la lotta gli inquilini del Caravaggio, e molti altri.

 

Giacomo Turci