Riportiamo in video e come testo l’intervento di Yara Villaseñor, sociologa e militante del Movimiento de los Trabajadores Socialistas (MTS) del Messico, nello speciale #trotsky2020 dedicato all’attualità dell’idee del rivoluzionario russo Lev Trotsky, morto il 21 agosto 1940, 80 anni fa, ucciso dal sicario stalinista Ramon Mercader.

Yara ci parla della permanenza tragica di Trotsky in Messico, e di come abbia applicato in maniera creativa l’analisi marxista al Messico e all’America Latina, a partire dalle sue politiche nei confronti dei governi bonapartisti “di sinistra”.


In questa casa Lev Trotsky è stato ucciso da un agente di Stalin. Attaccato il 20 agosto, morì il giorno dopo, nel 1940.

Insieme alla sua compagna Natalia Sedova, arrivarono in Messico nel gennaio 1937.

Arrivarono in un paese convulso, retaggio della rivoluzione del 1910 e degli effetti della crisi del 1930, un Paese lacerato dalle mobilitazioni dei lavoratori e dei contadini.

Qui Trotsky applicherà, in modo creativo al Messico e ai paesi dell’America Latina, la teoria che lo rese storicamente noto: quella della Rivoluzione permanente. Vedrà nella questione agraria e nella lotta per l’indipendenza nazionale i motori fondamentali per la rivoluzione nei nostri paesi, che poteva avvenire solo attraverso la presa del potere da parte della classe operaia, alla guida delle masse contadine.

Nel 1938 il governo borghese-nazionalista di Lázaro Cárdenas, che aveva concesso asilo a Trotsky, decretò l’esproprio delle compagnie ferroviarie e petrolifere. Il petrolio era (ed è) una delle principali risorse naturali del Messico ed era nelle mani delle multinazionali imperialiste.

Trotsky capì che il governo di Cárdenas rappresentava un nuovo bonapartismo, di tipo speciale o sui generis, caratteristico dei paesi coloniali e semicoloniali, che lottavano tra l’oppressione imperialista e una classe operaia sempre più forte e attiva.

In alcuni casi questi bonapartismi potrebbero inclinarsi a sinistra, concedendo concessioni alle masse e rafforzando il loro controllo su di esse, come nel caso di Cárdenas. In altri, potrebbero diventare una dittatura della polizia.

Trotsky ha proposto la difesa degli espropri come misure concrete altamente progressiste di difesa nazionale. Ha invitato i lavoratori americani e britannici a prendere come propria la lotta di liberazione nazionale del Messico, che oggi è un esempio di internazionalismo proletario.

Allo stesso tempo, a coloro che erano subordinati al cardenismo, come gli stalinisti, Trotsky scriveva che

Sarebbe un errore disastroso, un completo inganno, sostenere che la strada del socialismo non passa attraverso la rivoluzione proletaria, ma attraverso la nazionalizzazione di alcuni rami dell’industria da parte dello Stato borghese.

Da questa casa, Trotsky ha dichiarato che il governo di Cárdenas sarebbe stato incapace di portare avanti la lotta antimperialista e la risoluzione della questione agraria fino alla fine. Tanto meno sarebbe in grado di adottare le necessarie misure anticapitalistiche per rompere efficacemente con l’imperialismo, che già estendeva il suo dominio come una grande ombra sulla regione.

Il valore delle elaborazioni di Trotsky trascende il momento in cui le ha scritte. Sono fondamentali per comprendere i fenomeni politici che si sono sviluppati in America Latina nel corso del XX secolo. E sono di grande rilevanza per i rivoluzionari di oggi: sostenere – di fronte al “progressismo” latinoamericano come López Obrador, Alberto Fernández e altri – una posizione che coniughi l’antimperialismo indiscusso con una ferma difesa dell’indipendenza politica della classe operaia.

Per Trotsky, svolgere questi compiti significava costruire il partito necessario per la rivoluzione socialista. Tuttavia, questo è stato dimenticato da molti che sostenevano di essere trotskisti. Ad esempio, da parte di chi in Venezuela, di fronte al chavismo – un fenomeno politico che ha sviluppato i tratti di un fenomeno bonapartista di sinistra sui generis – lo ha sostenuto politicamente e si è unito al partito al potere.

Ottant’anni dopo, molto è cambiato in Messico, in America Latina e nel mondo. La classe lavoratrice si allarga, una parte dei contadini si unisce alle file dei salariati, ed emergono nuovi settori degli oppressi, potenziali alleati del proletariato. La borghesia è ancora più reazionaria. Tutto ciò conferma con forza l’attualità delle idee di Trotsky.

Oggi, per risolvere le aspirazioni dei lavoratori e del popolo, e rompere con l’oppressione imperialista, le sue parole dietro queste mura risuonano con forza, quando dice che si tratta di “completare l’opera di Emiliano Zapata”, attraverso la rivoluzione operaia e socialista. Una vera guida all’azione per i rivoluzionari del XXI secolo.