Oggi, venerdì 21 maggio, in tutta Italia e in concomitanza con l’inizio dei lavori del Global Health Summit del G20 a Roma, le organizzazioni sindacali USB e CUB hanno proclamato uno sciopero nel comparto sanità. Invitiamo tutt* le lavoratrici e i lavoratori della sanità, iscritti o non iscritti a sigle sindacali, a partecipare a questa giornata di sciopero e di mobilitazioni nei vari territori, a partire dal presidio di fronte al Ministero della Salute, in Lungotevere Ripa 1, dalle 10:o0, e al corteo nazionale centrato sull’eliminazione dei brevetti sui vaccini covid che si terrà sabato a Roma con concentramento dalle 14:00 a piazza della Repubblica.

Con il PNRR del Governo Draghi, l’investimento di fondi nel Sistema Sanitario Nazionale va a ridursi al 6.3% del Pil, ossia, dopo che la pandemia Covid-19 ha messo in luce le gravi carenze italiane di personale, strumentario, strutture e macchinari sanitari, il governo ha ben pensato di ridurre la spesa sulla sanità pubblica.
Una decisione insensata se non dal punto di vista logico dei capitalisti italiani, che non vedono l’ora di mettere le mani sulla maggioranza del piano del governo, lasciando le ovvie briciole al finanziamento della sanità pubblica, ossia al diritto della salute collettiva.

Questa manovra va ad inserirsi nel quadro generale di precariato a cui è giunta la sanità pubblica per porre rimedio agli anni di tagli e depotenziamento, con migliaia di infermieri, medici ed oss assunti a tempo determinato, attraverso avvisi pubblici, false cooperative ed agenzie interinali, senza garanzie di stabilizzazioni e senza assunzioni dirette: continua la querelle dei concorsi falsamente meritocratici dove i lavoratori e le lavoratrici della sanità vengono assoggettati a false logiche di meritocrazia e con graduatorie insufficienti a coprire il numero di unità necessarie e che, non solo il danno ma anche la beffa, neanche scorrono velocemente!

Le strutture sanitarie decrepite, assoggettate alla legge di regionalizzazione della sanità, neanche lontanamente in grado di coprire territorialmente le necessità sanitarie della popolazione, continueranno ad essere obbligate a reggersi sul degrado capitalistico e sullo sfruttamento del poco e sfiancato personale sanitario.

E se l’Italia non se l’è “passata bene” figuriamoci altrove! Dal Brasile, dove col Covid-19 sono stati intubati pazienti senza sedazione poiché erano terminati i farmaci sedativi, fino agli USA, dove le mani finanziarie delle assicurazioni sanitarie garantiscono le cure appropriate al proprio portafogli, con migliaia di pazienti che ogni anno muoiono poiché non hanno i soldi per comprarsi le cure adeguate!

Necessitiamo di una messa in discussione generalizzata di questa società ma ancor più particolarmente del modo in cui il capitalismo governa il diritto al benessere ed alla salute di tutt*: non devono essere loro a decidere come gestire la nostra salute, poiché finora hanno solo utilizzato la sanità pubblica come un salvadanaio da cui sottrarre risorse economiche da indirizzare altrove, dal mercato reale, attraverso i finanziamenti alle imprese, sino a quello finanziario, attraverso l’acquisto dei titoli finanziari e l’obbligo alle assicurazioni sulla salute!

Rilanciamo quindi l’appello di convocazione delle piazze contro il G20 di Roma, ed invitiamo alla partecipazione quanti più lavorator* della sanità, a prescindere dalla tessera sindacale.

***
La salute è la nostra, la crisi è la loro!

Venerdì 21 maggio sciopero nazionale della sanità pubblica e privata, proclamato dall’Unione Sindacale di Base in occasione del Global Health Summit del G20, che si terrà a Roma.

I proclami lanciati dall’inizio dell’emergenza Covid-19 sono rimasti parole al vento. Nessun cambio di strategia, nessun ritorno alla centralità della sanità pubblica, nessuno sviluppo della medicina di prossimità, niente per i lavoratori del settore, retrocessi da “eroi” a “scocciatori”.

Il governo Draghi dice chiaramente che si torna all’antico: la riduzione della spesa sanitaria 2022-2024 al 6,3% del Pil significa che i precari resteranno precari, che i posti letto delle terapie intensive non aumenteranno, che la pandemia di Covid-19 non ha insegnato nulla. L’Italia continuerà a spendere meno della media UE e a scontare decenni di tagli di ospedali, posti letto e personale. I fondi del PNRR andranno in tecnologie e non in rafforzamento dei servizi domiciliari e territoriali.

In soldoni, continuerà la sconcia privatizzazione della salute, nonostante sia sotto gli occhi di tutti la drammatica inconsistenza e inutilità della sanità privata durante la pandemia.

USB il 21 maggio sciopera e scende in piazza in tutta Italia per manifestare la propria opposizione a questa impostazione e rivendicare un modello sanitario realmente al servizio dei bisogni della popolazione, che elimini le diseguaglianze territoriali, reinternalizzi i servizi appaltati, garantisca assunzioni stabili ed elimini qualsiasi forma di precariato.

A Roma si terrà un presidio davanti al Ministero della Salute, anche in preparazione della manifestazione nazionale di sabato 22 alle 14 in piazza della Repubblica, le cui parole d’ordine partono da “Vaccini bene comune” per allargarsi alle tante crisi del sistema industriale italiano e alla lotta alle disuguaglianze.”