Argentina: Il mix di rabbia e lotta di classe apre un nuovo scenario per sconfiggere la riforma del lavoro
Traduciamo questo articolo apparso per la prima volta il 12/02/2026 su La Izquierda …
Traduciamo questo articolo apparso per la prima volta il 12/02/2026 su La Izquierda …
Traduciamo questo articolo di Maryam Alaniz apparso per la prima volta il 30 dicembr…
Riceviamo e pubblichiamo l'appello dei Movimenti di Lotta Campani per il corteo regi…
Sabato 31 gennaio si terrà a Torino una manifestazione nazionale contro l'economia d…
Il 16 dicembre scorso è uscito il primo numero del bollettino “HUB”, nato su iniziat…
Nelle ultime settimane, il Governo italiano ha intensificato la repressione ed i processi giudiziari contro giovani, lavoratori, studenti e attivisti che hanno partecipato alle mobilitazioni ed all’enorme sciopero generale del 3 ottobre in solidarietà con il popolo palestinese. Sono state convocate assemblee e cortei in varie città italiane per contrastare questa nuova ondata di repressione.
Sabato si è tenuta a Napoli una grande assemblea contro la repressione. L’incontro è…
Presentiamo la dichiarazione della nostra corrente femminista socialista internazion…
Mercoledì scorso il presidente Rodrigo Paz ha promulgato il Decreto 5503 che ha provocato un aumento di quasi il 100% dei prezzi dei carburanti. Le proteste di diversi settori dei lavoratori e della popolazione povera non si sono fatte attendere e ci sono stati scioperi dei trasportatori e blocchi stradali.
Lo sgombero del centro sociale Askatasuna, fortemente voluto dal governo e avvenuto …
Kast ha trionfato al secondo turno con oltre il 58% dei voti. Jeannette Jara della coalizione di centrosinistra ha ottenuto il 41% dei voti. L'esito delle elezioni segna una dura sconfitta per il governo di Boric, punito per i suoi voltafaccia, le rinunce programmatiche e il demoralizzazione che ha generato nella sua stessa base sociale. In Cile c'è la forza per affrontare l'estrema destra, bisogna cominciare a organizzarla.
Trump ha dichiarato un “blocco totale” contro il Venezuela, intensificando la sua campagna militare per un cambio di regime. Dobbiamo mobilitarci per porre fine all'ingerenza degli Stati Uniti e lottare per il diritto all'autodeterminazione del Venezuela.
In seguito alle due giornate di sciopero organizzate dall'USB, il 22 settembre e il …
Lo abbiamo fatto a settembre, lo abbiamo ripetuto a ottobre, facciamolo di nuovo a …
Quest’articolo è la versione scritta dell’intervento di Andrea D’Atri, fondatrice de…
Questa domenica e lunedì della settimana prossima, si terranno le elezioni regionali…
Come ogni anno il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere,…
Il 4 novembre, oltre due milioni di abitanti di New York City si sono recati alle urne, registrando la più alta affluenza alle elezioni comunali dal 1969. Il socialdemocratico e membro dei Democratic Socialists of America (DSA) Zohran Mamdani ha vinto con oltre il 50% dei voti in un'elezione che ha rappresentato un forte rifiuto del trumpismo e dello status quo del Democratic Party. Questa vittoria dimostra che la classe lavoratrice è pronta a lottare per i propri diritti e che esiste un ampio sostegno per politiche anti-establishment socialiste. La costruzione di un partito della classe lavoratrice è una necessità all'ordine del giorno.
Dal 23 novembre gli studenti del Liceo Righi di Roma stanno occupando il loro istituto per Gaza. La loro protesta è in solidarietà con il popolo palestinese e contro la censura istituzionale finora subita. Recentemente, su pressione di un deputato leghista, si sono visti cancellare una conferenza di sensibilizzazione sulla situazione nella Striscia, dopo che già negli anni passati si erano verificati altri episodi gravi simili. Per questo, gli studenti e le studentesse si sono mobilitati occupando l’istituto, mettendo in campo molteplici attività autogestite di discussione, approfondimento e anche supporto allo studio, dimostrando nel concreto la scuola che rivendicano: partecipativa, solidale, che sviluppi il senso critico. Li abbiamo intervistati per raccontarci la loro esperienza di lotta di questi giorni e del ruolo degli studenti nelle mobilitazioni ‘Blocchiamo tutto’ delle ultime settimane.
Il quartiere di Bagnoli, nell’area flegrea di Napoli, porta sulle spalle un’eredità complessa e dolorosa: quasi un secolo di industria pesante, tra acciaierie, disastri ambientali e lotte operaie. Dalla grande fabbrica dell’ILVA, simbolo di speranza e resistenza, alla sua dolorosa chiusura nel 1992, la comunità locale si trova oggi ad affrontare le ferite di un passato difficile, con un occhio rivolto a un possibile riscatto. Tra bonifiche mai completate, emergenze sanitarie e progetti di riqualificazione che sembrano spesso sfuggire al controllo dei cittadini, il quartiere si sforza di trovare una via diversa: quella di una partecipazione attiva, di un recupero sostenibile e di una nuova idea di futuro. In questo contesto, il racconto di Bagnoli diventa un simbolo delle sfide di una classe che si scontra con l’Italia e tenta di riscrivere il proprio rapporto con l’ambiente, il lavoro e la partecipazione democratica.
Anche l’Isis Melissa Bassi a Scampia si unisce alle occupazioni del “Blocchiamo tutto”. Abbiamo fatto una chiacchiera con una studentessa della scuola e diverse docenti per capire cosa spinge ragazz3 così giovani a mobilitarsi per la Palestina e come questo si intrecci con la loro vita quotidiana da student3 di un territorio complesso come quello di Scampia.
Il 26 ottobre a Colleferro si è tenuta una mobilitazione che ha coinvolto centinaia di persone provenienti da tutto il circondario della Valle del Sacco. Un’occasione per denunciare il genocidio in Palestina, ma soprattutto per contrastare le industrie di armamenti che in tutta la Valle stanno ampliando le produzioni e acquisiscono sempre più controllo del territorio. Una mobilitazione importante e necessaria, ma che ha bisogno di un ruolo più centrale della classe lavoratrice di tutta la Valle e di una rottura totale contro chi queste politiche le sta avallando.
Riceviamo e pubblichiamo il seguente appello, che invita la CGIL e tutti i sindacati di base a scioperare unitariamente il 28 novembre, convergendo sulla data convocata da USB. Come già espresso nell'ultimo editoriale pubblicato, è della massima importanza sprigionare la forza della classe lavoratrice per combattere la manovra finanziaria del riarmo e dei tagli allo stato sociale che il governo sta per approvare. Le giornate del 3-4 ottobre ci hanno dimostrato come l'unità nella lotta sia possibile sfruttando appieno l'autorganizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici e sfidando le burocrazie sindacali.
Kevin Ochieng Okoth è membro del collettivo editoriale della rivista marxista britan…