Pubblichiamo di seguito il testo dell’iniziativa organizzata dalla CUB contro razzismo, sfruttamento e repressione, che si terrà sabato 24 alle ore 17:00 presso la sede del sindacato in via Carriera Grande 32.
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BASTA RAZZISMO, SFRUTTAMENTO, REPRESSIONE

Il Partito Democratico, a livello di governo nazionale come negli enti locali, prosegue ed accentua il suo attacco contro gli strati più poveri della popolazione, contro rifugiati e migranti, e contro i diritti di tutti i lavoratori. L’intero arco delle forze politiche istituzionali si unisce al coro di criminalizzazione della povertà e del disagio sociale. A finire nel mirino ci sono persino le Ong.
Le iniziative “solidali” di qualche amministratore locale, come quella di Sala a Milano, sono palliativi che servono solo a coprire dalle critiche, con un velo di ipocrisia, le politiche securitarie ed antipopolari portate avanti dal governo.
Bari e la Puglia sono terreno di attuazione privilegiata di queste politiche di sfruttamento, razzismo e repressione.
Le storiche esperienze abitative autogestite dei rifugiati a Bari, il Ferrhotel e l’ex Socrate, sono sotto minaccia di sgombero.
Se il decreto Minniti prevede la riapertura di un centro di espulsione per migrati senza documenti in ogni regione d’Italia, la Puglia ne avrà due. Oltre a quello di Brindisi-Restinco, è prevista infatti la riapertura dell’ex C.i.e. di Bari Palese.
I richiedenti asilo continuano ad essere vittime della gestione privata del sistema d’accoglienza, che viene utilizzato dagli enti locali in una logica clientelare e dove gli operatori lavorano in una situazione di totale precarietà. Aumentano le testimonianze delle violazioni arbitrarie dei diritti e dei maltrattamenti negli hotspot.
Lo sfruttamento dei lavoratori immigrati nelle campagne pugliesi prosegue e politicanti locali di destra fomentano movimenti eversivi di “onesti imprenditori agricoli” che gridano alla rovina se venisse applicata la legge contro il caporalato. Allo stesso tempo gli amministratori di centro sinistra invocano la legalità e la lotta alla mafia per sgomberare gli insediamenti dei lavoratori agricoli, mentre il sistema del caporalato e dello sfruttamento dei braccianti opera indisturbato alla luce del giorno.
Tutto in un quadro dove dilagano i licenziamenti e le delocalizzazioni di attività produttive, ed alle aziende e alle multinazionali che hanno percepito palate di finanziamenti pubblici è consentito fare tutto, mentre i lavoratori sono stati ormai privati degli ammortizzatori sociali dalle leggi del governo Renzi.
Occorre riprendere un’iniziativa indipendente e di opposizione netta al governo.
Per questo le realtà promotrici della manifestazione contro il piano Minniti dello scorso 6 aprile chiamano ad una GIORNATA DI LOTTA il 30 giugno, con manifestazione in Piazza Umberto alle ore 17.00.

Per la difesa degli spazi abitativi autogestiti

Contro la speculazione sulla pelle dei profughi

Contro lavoro gratuito, precarietà, sfruttamento e caporalato

Contro la repressione dei movimenti di lotta

Contro il decreto Minniti-Decaro

Contro gli accordi internazionali con i governi dei paesi di origine o di passaggio dei migranti, finalizzati a bloccarli e respingerli

ASSEMBLEA di presentazione della manifestazione sabato 24 alle ore 17.00 presso la sede C.u.b. in via Carriera Grande a Napoli