Con 343 sì e 263 no, la Camera dei Deputati ha dato la propria fiducia al governo Conte bis nella giornata di ieri, confermando l’asse PD-M5S-Leu e trovando di fronte a sé il compatto voto contrario del vecchio centrodestra FI-FdI-Lega. Oggi l’esecutivo in pectore affronta il Senato per poter finalmente insediarsi con l’assenso del Parlamento.


Conte promette magnifiche sorti e progressive… e attacca la destra

Il presidente del consiglio Conte ha aperto i lavori della Camera dei Deputati, ieri, con un lungo discorso, durato quasi un’ora e mezzo, dove ha sviscerato punto per punto il programma di governo proposto da PD, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali: un ricettario di riforme e interventi pubblici molto ricco (29 settori diversi) ma anche perlopiù vago, che promette magnifiche sorti e progressive pressoché in ogni campo dell’azione politica del futuro governo, che peraltro ha a sua disposizione (nell’ipotesi dello svolgimento della legislatura senza altre crisi che portino a elezioni anticipate) tre anni e mezzo, e non cinque pieni come se si fosse insediato subito dopo le elezioni.

Un discorso, quello di Conte, che ha ricordati in alcuni suoi toni e passaggi il clima del governo tecnico Monti del 2011-13: il premier ha contrapposto “sobrietà” e “rigore” della nuova squadra di governo all’epoca salviniana di “proclami” e “dichiarazioni bellicose”; soprattutto nella replica, Conte non si è risparmiato nell’attaccare la Lega e il centrodestra (che hanno interrotto la sua orazione più volte perlopiù al grido di “elezioni!”), difendendo il M5S dalle accuse di “tradimento”, “oltraggio agli italiani”, “sequestro del voto”:

Il M5S ha ritenuto di fare della coerenza con il proprio programma il centro della propria virtù politica.
Io non ho detto e non dirò mai che avete tradito [rivolto alla Lega, ndr]. Dico che, mentre il M5S è stato coerente col proprio programma, voi dimostrate di essere coerenti con le vostre convenienze elettorali. Se mi permettete, avete sbagliato giuramento, perché i ministri che hanno giurato, letteralmente hanno giurato di tutelare l’interesse esclusivo della nazione, non del proprio partito! […] Cosa devo pensare? Che volevate andare alle elezioni per avere più poltrone?

Sul fronte del programma, Conte ha promesso un’azione di governo che migliori la situazione sociale ed economica praticamente a tutto campo, a partire da un grande green new deal industriale e infrastrutturale che renda decisamente più ecologica e sostenibile la società italiana – ce lo dice però il premier responsabile dell’accordo “tombale” contro la possibile persecuzione per reati riconducibili all’inquinamento dell’Arcelor Mittal, l’azienda che ha rilevato l’ILVA di Taranto dalla famiglia Riva; ce lo dice il premier che, in 14 mesi di governo, ben poco si è speso su temi inerenti l’ecologia e la riconversione ecologica, nonostante fosse stato messo dove si trova da un partito formalmente ecologista e con una retorica dei beni comuni come il M5S. Anche la promessa di azzerare le rette per gli asili nidi entro il 2021, “anche in Lombardia”, assume l’aspetto più di un attacco al centrodestra che di un impegno serio: come molte altre cose promesse nel programma del Conte bis, la domanda è: perché di tutto ciò non è stato fatto nulla prima, specie nei settori afferenti ai ministeri controllati dal M5S? Perché si parla solo oggi esplicitamente di un piano di misure (Conte rivendica parità salariale per le donne, moltiplicazione dei posti negli asili, la conferma del reddito di cittadinanza e altre, nuove misure di welfare) per contrastare l’emigrazione di massa della gioventù e il declino demografico? Con quale credibilità e ricette si pensa di intervenire su questa piaga sociale: espandendo e peggiorando “l’allargamento dei diritti” che il Jobs Act e l’Alternanza Scuola-Lavoro hanno portato?


Ti può interessare: Il Governo Conte bis è realtà: continua la politica neoliberale dietro la retorica della svolta


La “nuova stagione riformatrice” di Conte si basa sulla rivendicazione di un piano strategico improntato al “multilateralismo efficace”, ma stabilmente associato a NATO e USA, con un superamento della postura “sovranista” Lega-centrica del precedente governo,  un approccio più soft nelle contese interne all’UE e un comportamento del M5S più da “affidabile” partito dell’establishment.

Le molteplici promesse di Conte sono state tutte avvolte in un quadro retorico lanciato verso un “nuovo umanesimo” dove gli investimenti per la cultura siano ripensati e moltiplicati – nonostante anche la cultura sia stata oggetto di tagli proprio nel primo governo Conte”. A questa retorica si è aggiunta la citazione di Giuseppe Saragat, presidente della Repubblica ed esponente socialdemocratico di punta durante gli anni del fascismo e nella Prima Repubblica: Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano”; peccato che a questa invocazione corrispondo solo una blanda promessa di “revisione” dei decreti sicurezza di Salvini, quando un qualsiasi discorso anche solo “democratico umanista” dovrebbe avere come conclusione logica quella dell’eliminazione di quelle e svariate altre norme repressive, spesso invariate o modificate solo in parte rispetto al Codice Rocco fascista, che caratterizzano la legge italiana.

 

La destra in piazza e il voto al Senato

Durante la sessione parlamentare, si è tenuto un presidio (che non ha neanche lontanamente riempito la piazza, in realtà) a piazza Montecitorio, di fronte alla Camera. Si sono dati appuntamento, solo con bandiere tricolori, i partiti dell’opposizione di destra, con l’appoggio anche di soggetti politici dell’area fascista. Rivendicando elezioni e “rispetto della Costituzione” (che in realtà permette ampiamente la formazione di governi come il Conte bis), le destre ci hanno anticipato la loro campagna d’opposizione basata su infiniti richiami alla libertà e alla sovranità che il popolo italiano si vede togliere dal “governo più a sinistra della storia della Repubblica”.

Toti (FI), Meloni (FdI), Salvini in piazza a Montecitorio.

L’opposizione parlamentare, probabilmente, vedrà anche oggi una maggioranza salda a favore di Conte al Senato, dove si punta a raccogliere 171 voti, gli stessi con cui fu data la fiducia al primo governo Conte.

I lavori al Senato sono tuttora in corso: vedranno la replica di Conte alle 15.30 circa e poi le intenzioni di voto dei vari gruppi; si dovrebbe così procedere al voto alle 17 e terminare i lavori attorno alle 18. Gli interventi senz’altro più decisivi, non tanto per il voto in sé quanto per prendere atto degli atteggiamenti politici dei partiti in questa primissima fase del nuovo governo, saranno quelli di Matteo Renzi, che si sta già muovendo per creare un proprio gruppo e forse un nuovo partito, e di Matteo Salvini.

È possibile seguire la diretta video.

 

Giacomo Turci