Risalgono a maggio 2019 le prime notizie riguardanti l’acquisto da parte di Conad di quasi la totalità dei punti vendita Auchan Italia (inizialmente esclusi i 33 punti vendita presenti in Sicilia e 50 drugstore Lillapois), un’operazione da circa un miliardo di euro. I punti vendita presenti nei centri commerciali continueranno ad essere gestiti dalla società Ceetrus.

Prima dell’estate si era in attesa della valutazione dell’antitrust, il 31 luglio l’affare però è stato effettivamente chiuso, quindi Conad è diventata a tutti gli effetti leader della grande distribuzione italiana. Già da ottobre avrà luogo il mutamento per 109 punti vendita che passeranno effettivamente per primi da Auchan a Conad. Questa novità desta grande preoccupazione nei lavoratori dei punti vendita Auchan che non vedono certezze per quanto riguarda la continuità del proprio contratto di lavoro, la paura è che vengano apportate delle modifiche peggiorative e che decadano diritti già presenti nei contratti precedenti.

I sindacalisti della CGIL-Filcams (ramo del sindacato confederale che si occupa dei lavoratori del commercio) non sembra poter dare rassicurazioni importanti ai lavoratori, sembra effettivamente, leggendo le notizie che girano nelle ultime settimane, che la campagna dei confederali affinché i lavoratori di questi punti vendita mantengano i loro contratti, si rifaccia più allo slogan della Conad (“persone oltre le cose”) che ad una vera lotta per i loro diritti, in pericolo nell’incertezza dell’attesa.

Ancora peggiore sembra essere la situazione dei lavoratori delle Auchan siciliane, che inizialmente non sono stati assorbiti dal marchio acquirente ritrovandosi isolati da tutti gli altri lavoratori e con la spada di Damocle di una chiusura dei punti vendita con conseguenza della perdita dei posti di lavoro. E’ di ieri la notizia dell’acquisizione da parte di Conad di almeno cinque ipermercati siciliani, aggiornamento colto con soddisfazione dalla Fisascat Cisl, anche se rimangono in piedi i dubbi sul rilancio delle attività, mentre oggi è previsto un ulteriore incontro con i sindacati.

Entro febbraio l’operazione che riguarda più di cento punti vendita e oltre cinquemila lavoratori dovrebbe essere conclusa.

 

Chiara