Milioni di studenti e giovani hanno partecipato alla manifestazione globale contro l’inerzia dei governi di fronte ai cambiamenti climatici, in quella che può già essere considerata la più importante giornata di azione per il clima della storia.


Tra il 20 e il 27 settembre, il mondo intero si mobilita per chiedere soluzioni alla crisi climatica sulla Terra.

Il primo dei sette giorni di proteste che porteranno allo sciopero globale del 27 settembre è iniziato questo venerdì e milioni di studenti e giovani di tutto il mondo hanno già aderito al “World Climate Strike”. Durante tutta la settimana di lotta si prevede che ci saranno più di 5.000 azioni di protesta, inclusi scioperi studenteschi e sindacali, tra le altre azioni, in più di 3.000 città, 162 paesi e 7 continenti.

Oltre 3.200 città nel mondo saranno attraversate da mobilitazioni contro la crisi climatica in questa settimana.

L’appello promosso da movimenti come “Fridays for Future”, “Extinction Rebellion”, così come da centinaia di organizzazioni ambientaliste ed ecologiste di diversi paesi, richiede che i governi e i leader mondiali – che si incontreranno la prossima settimana al Summit delle Nazioni Unite sul clima a New York – dichiarino un’emergenza climatica e adottino misure urgenti per fermare la crisi ambientale.

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Il Vertice delle Nazioni Unite cerca di mostrare qualche iniziativa da parte dei governi di alcune delle principali potenze globali, ma la verità è che non sono andati oltre astratte intenzioni. Gli accordi di Parigi, che cercavano un impegno per ridurre le emissioni di gas inquinanti, sono stati messi a repentaglio dall’arrivo di nuovi attori come Donald Trump, presidente degli Stati Uniti – e noto negazionista del cambiamento climatico – e Jair Bolsonaro, presidente del Brasile, hanno attuato politiche contrarie agli accordi della COP21, portando persino a dire che i loro paesi si tireranno fuori dagli impegni presi a questi incontri.

In questi vertici ufficiali, i governi che oppongono alla crisi climatica un “capitalismo verde” vengono presentati come l’unica alternativa, come se la risposta potesse venire dall’interno del sistema che l’ha prodotta. Governi e organizzazioni che collaborano con compagnie petrolifere come Shell o Exxon, con compagnie minerarie inquinanti come Barrick Gold o multinazionali come Walmart, Cargill o Monsanto, collaborando con il saccheggio di risorse naturali in tutto il pianeta sotto la copertura “ambientalista”.

Secondo le informazioni provenienti da varie azioni in tutto il mondo, lo sciopero è già diventato la mobilitazione più importante nella storia col fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di agire contro il cambiamento climatico. Una delle azioni più importanti della giornata è stata la grande manifestazione che ha avuto luogo a New York, dove si stima che abbiano partecipato più di un milione di persone.


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Lo sciopero climatico comincia a dimostrare che di fronte ad una prospettiva assolutamente irrazionale a cui ci porta il capitalismo, è evidente la necessità di approfondire misure drastiche e urgenti. Ma queste non possono dipendere dalla buona volontà dei governi delle potenze imperialiste che sono i principali responsabili del disastro attuale, né dai nuovi programmi promossi dalle grandi imprese e dai partiti che promuovono il “capitalismo verde”.

Evidenziamo qui solo alcune delle manifestazioni più rilevanti.

New York

Una delle mobilitazioni più massicce al mondo si svolge a New York. Centinaia di migliaia di giovani, molti dei quali provenienti dalle scuole medie, ai quali è stato permesso di saltare le lezioni, sono scesi per le strade della città.

#ClimateStrike en Nueva York

Enorme protesta en Nueva York en la #ClimateStrike: la juventud lidera este movimiento y dirige su bronca contra Trump por su política negacionista y el desmantelamiento de programas sobre medioambiente. Informa Juan Cruz Ferre de Left Voice.Se dirigen al acto con Greta Thunberg. #HuelgaMundialPorElClimaLa nota: https://www.laizquierdadiario.com/Cientos-de-miles-de-jovenes-tomaron-las-calles-de-Nueva-York-contra-la-crisis-climatica

Pubblicato da La Izquierda Diario su Venerdì 20 settembre 2019

Germania

In tutto il paese si sono stimati oltre 1,4 milioni di persone in mobilitazione, con le partecipazioni più importanti ad Amburgo e Berlino.

Australia

Più di 300.000 persone hanno partecipato a manifestazioni a Melbourne, Sydney e in altre città australiane.

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Regno Unito
Decine di migliaia di manifestanti hanno partecipato a marce convocate in decine di città in Inghilterra e nel Regno Unito.

Stato spagnolo
All’inizio delle azioni di questo Venerdì ha organizzato un sit-in davanti al Congresso dei deputati a Madrid organizzato dalla piattaforma “Feministas x el Clima”, per dire che “Non c’è un pianeta B”.

Francia

A Parigi come a Tolosa e in altre città, le manifestazioni hanno visto protagonista la gioventù che in questi anni ha lottato contro le riforme dell’istruzione e nel movimento dei gilet gialli.

Irlanda

Uganda

Grecia

India

Sudafrica

Pakistan

 

Redazione di Izquierdadiario.es