Pubblichiamo la riflessione di un lavoratore di un supermercato: i dipendenti di questo settore sono di fronte a una situazione insostenibile e pericolosa per la salute di lavoratori e utenti. Bisogna discutere tra noi lavoratori, tra chi sta pagando la crisi, le misure necessarie per preservare la salute e le nostre condizioni di vita!


La situazione nei magazzini dell’agroalimentare ed in tutti i supermercati a livello nazionale, dal nord al sud, è diventata insostenibile. Il premier Giuseppe Conte e il consiglio dei ministri ci impongono di non uscire di casa se non per motivi di lavoro, di salute o di “impellente necessità”: una formula vaga che lascia all’arbitrio del gendarme che ci ferma ad un posto di blocco se multarci oppure no.

A mo’ di correzione, nelle ultime ore il governo ha dato dei chiarimenti in merito tra cui quello che, se esci con il cane devi rimanere nei pressi del domicilio dove risiedi abitualmente. Viene da ridere pensando che, con tutti i problemi che sussistono nei luoghi di lavoro per la pandemia da coronavirus, uno dei messaggi che ci dà il governo è quello di far defecare il cane vicino alla propria abitazione.

Essendo un lavoratore del supermercato, dove ogni giorno mi reco per garantire il servizio della distribuzione di beni di prima necessità, so cosa si vive e stiamo affrontando nell’ultima settimana stando in prima linea ad offrire tale servizio. Da dove partire per descrivere la situazione grave in cui ci troviamo?

Inizio denunciando la mala organizzazione del governo italiano non avendo dato precauzionalmente tutti i dispositivi di sicurezza. In primo luogo non aver ricevuto delle mascherine idonee del tipo FFP2 o addirittura più protettive come le FFP3, anche se i tecnici dicono che sono similari. A tutt’oggi, abbiamo esercitato la nostra professione indossando mascherine portate da casa o per chi non ne era in possesso assemblate manualmente con della carta da forno seguendo un tutorial su Facebook – una protezione neanche paragonabile alle mascherine che ho già nominato.

I clienti che abitualmente entrano hanno iniziato soltanto oggi ad indossarle avendo capito la gravità del momento. Le mascherine di per sé, non intrappolano o bloccano il virus per chi le indossa, ma lo contengono soltanto all’interno di esse, quindi tutte le persone che entrano nei supermercati senza mascherina che gli copre naso e bocca caratterizzate dalle sigle FFP2 o FFP3 sono potenzialmente in grado di trasmettere il virus.

Il governo italiano, senza che la comunità scientifica gli si rivoltasse contro, non ha dato indicazioni precise e definite per contenere questa pandemia. Una misura che potrebbe aiutare tantissimo a contenere il contagio,potrebbe essere stata quella di distribuire casa per casa mascherine idonee, così che chiunque si recasse al magazzino per lavoro o al supermercato per fare spesa con la mascherina, se infettato, non diffonderebbe il virus.

Gli spostamenti sono giustificati per questi i limitati casi che abbiamo detto ma non sono state attivate le giuste soluzioni.
Per spostamenti anche di poche centinaia di metri, ci obbligano ad avere un’autocertificazione che descriva il motivo di tali spostamenti e se non sono accettati dalle forze di polizia si rischiano pene severe, mentre per recarsi a lavoro ed offrire servizi essenziali, oppure sui servizi pubblici non vi è distribuzione di mascherine e protezione per contenere il covid-19.
Purtroppo, come sempre la vita degli operai viene meno del profitto delle classi dominanti, dei capitalisti. La classe operaia, indispensabile nel proprio ruolo sociale, viene comunque sminuita, mutilata e discriminata: tutto questo non è accettabile da nessun lavoratore che si trova in una tale situazione.

Non è un caso che in Italia siano scoppiati scioperi spontanei soprattutto nei magazzini, dove in particolare i lavoratori iscritti al sindacato SI Cobas hanno incrociato le braccia e sono tutt’ora in sciopero.
Il contenimento del coronavirus in assenza di adeguati accorgimenti può essere solo parzialmente efficace, come ad esempio quando nei magazzini i lavoratori lavorano uno di fianco a l’altro e con alcuni lavoratori non in possesso delle mascherine contenitive. Anche altri lavoratori, gli operatori della sanità pubblica, stanno vivendo settimane da incubo con turni massacranti e con il contagio in continua crescita, nel quadro di un sistema sanitario carente dovuto ai tagli nella spesa pubblica causato dai governi di centrosinistra e di centrodestra negli ultimi decenni.

Il covid-19 è letale specie per le fasce d’età più anziane e per persone con patologie pregresse: queste persone potrebbero essere i nostri nonni o i nostri padri; anche alcuni giovani, avendo patologie gravi, subiscono complicazioni notevoli a seguito dell’infezione.

Per lavoratori e lavoratrici, per la sinistra operaia e popolare è necessario discutere quali rivendicazioni e risposte concrete vogliamo dare sulla gestione nel contenimento del coronavirus, e del trattamento a cui gli operai sono esposti ogni giorno quando si recano sul luogo di lavoro.

Questa fase aprirà discussioni e farà maturare e diffondere idee essendo oggi alla luce del sole, più che in situazioni normali, moltissime contraddizioni di questo sistema capitalistico.

Atti criminosi nei confronti degli operai in lotta, denunce e condanne non fermeranno la rabbia sociale che i padroni hanno fatto accumulare. Lo Stato e i padroni dovranno fare i conti con la classe operaia.

Ci sarà da lottare.
Avanti, alla lotta!

 

Vanja