Condividiamo l’intervento del giovane militante del gruppo tedesco RIO durante l’Atto Internazionale contro il razzismo e la violenza della polizia, trasmesso contemporaneamente dalla Rete internazionale dei giornali online La Izquierda Diario.


Compagni,

Mi chiamo Yunus Özgür e vi mando i saluti internazionalisti dal cuore dell’imperialismo tedesco. Sono molto orgoglioso di partecipare a questo evento insieme ai socialisti rivoluzionari di tutto il mondo.

I capitalisti vogliono scaricare la pandemia del coronavirus sugli sfruttati e gli oppressi. Sono soprattutto le donne e gli immigrati a pagare per questa crisi: siamo i primi ad essere licenziati, e siamo noi che paghiamo con la nostra salute, con la nostra vita, a lavorare in attività essenziali con cattive condizioni igieniche per i profitti dei capitalisti.

L’esempio di Tönnies, la seconda azienda produttrice di carne in Europa, di proprietà del miliardario razzista Clemens Tönnies, è particolarmente lampante. Nella sua più grande fabbrica in Germania oltre 1.500 lavoratori sono stati infettati dal coronavirus. La maggior parte di loro sono lavoratori migranti rumeni e bulgari. Tönnies ha costretto i lavoratori a continuare a lavorare per giorni e giorni, mentre il governo e i media borghesi si agitavano in modo razzista contro i lavoratori e li accusavano di aver introdotto il virus.

I capitalisti usano divisioni razziste e sessiste per massimizzare i loro profitti. La burocrazia sindacale si rende complice, rifiutando di organizzare i settori precari invece di elaborare un piano di lotta insieme ai ai battaglioni pesanti della classe operaia, in modo che i capitalisti paghino per la crisi.

Anche in Germania, centinaia di migliaia di persone sono scese in strada con lo slogan “Le vite dei neri contano” per manifestare contro il razzismo e la violenza della polizia. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad attacchi razzisti come quello di Hanau e a nuovi scandali che hanno coinvolto reti di estrema destra nella polizia, nei servizi segreti e nelle forze armate tedesche. Anche i sindacati dovrebbero convocare mobilitazioni, ma invece le burocrazie sindacali difendono la polizia. Ma noi diciamo chiaramente: la polizia non ha posto nelle nostre organizzazioni.

La politica migratoria razzista dell’imperialismo tedesco e degli altri Stati imperialisti europei ha causato innumerevoli morti nel Mediterraneo e ai confini europei. Ora la pandemia di coronavirus ha ulteriormente peggiorato la situazione delle decine di migliaia di rifugiati nei centri di detenzione.

L’imperialismo tedesco, con la Merkel alla guida, vuole salvare l’Unione Europea come garante dei profitti e dell’egemonia della borghesia tedesca, soggiogando i paesi dell’Europa meridionale e orientale. Per noi, né l’Unione Europea del capitale né l’utopia reazionaria del ritorno allo Stato nazionale possono essere una via d’uscita per la classe operaia, i giovani, i migranti e le donne.

Solo una prospettiva anticapitalista, antimperialista e internazionalista della classe operaia, indipendente da tutte le varianti della borghesia e delle burocrazie riformiste e al di là dei confini nazionali, può offrire una via d’uscita dalla crisi.

Per questo lottiamo per la stessa prospettiva dei più grandi rivoluzionari della storia, come Lev Trotsky: per la costruzione di organizzazioni rivoluzionarie a livello nazionale e internazionale, nella prospettiva degli Stati Uniti socialisti d’Europa. Questo è un motivo in più per lottare per la ricostruzione della Quarta Internazionale.

Viva la solidarietà internazionale!