Come contemplato nel piano di risanamento della società (piano fortemente voluto dalla giunta comunale), per risollevare le sorti di ANM sono arrivate -finalmente- notizie vere e non più campate in aria.

E’ stato pubblicato, infatti, dall’ex amministratore unico Ing. Ramaglia, un documento di 41 pagine dove si entra nel merito degli esuberi che saranno trasformati in veri e propri licenziamenti di massa. La scelta di effettuare tagli sul piano delle risorse umane non solo non convince, ma offende profondamente le tanti intelligenze che si sono spese nel trovare risultati meno assurdi di questi.

Tutti sappiamo che il disavanzo aziendale non nasce dai costi del lavoro (che ha un proprio peso, ma che non sempre risulta determinante per un impresa) ma dalla fallimentare gestione economica delle risorse aziendali. E qui c’è molto da dire: Partiamo dal fatto che se ANM ha un debito per milioni di euro (non mi soffermo sui numeri perché  e poco farebbero emergere rispetto a cosa realmente ha portato sul lastrico la società), parte di questo è da ascrivere proprio all’ente proprietario, cioè il comune, che, anche quest’anno, si è dimenticato di versare il minimo contributo al bilancio, promesso da questa giunta “anomala”, che pare corrisponda a 42 milioni di euro. Soldi non versati, elemosinati da chi è in stato di indigenza, pur sempre in cambio di tutta una serie di servizi che ANM deve garantire alla città. Servizi che, nonostante tutto, comunque sono stati garantiti!
Questo la dice tutta sia su De Magistris che sul ceto politico di Napoli, più che mai su quello “Arancione”!


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Che dire, poi, della regione Campania che non si esprime affatto su quanto sta accadendo? Come mai la magistratura non apre un’inchiesta per vederci chiaro, visto che su ANM son ricadute tutte le perdite di esercizio dei bilanci delle ex NapoliPark e MetroNapoli ?

Infatti, ancora oggi, nonostante l’obbligatorietà a rendere pubblici i bilanci delle società, nessuno realmente sa’ come siano stati spesi, oppure investiti, i capitali di ANM, così come nessuno sa quanto realmente pesino tutte le società che espletano, all’interno di ANM, una serie di servizi come quello di vigilanza e quello delle pulizie.

Chiuso questo piccolo capitolo su una delle tanti cause che hanno portato alla rovina, c’è da chiedersi il perché, tanto per esemplificare, del liquidare la vigilanza interna e le funzioni di portierato per passare, invece, a ditte esterne…
Possiamo mai credere che ci siano imprenditori che accettano un pagamento fisso che deve essere scisso tra paga del dipendente e versamenti contributivi e che con gli eventuali introiti si guadagna meno di un dipendente (che non guadagna oltre i mille e cento euro mensili)?
Ebbene, esistono e come! Eclatante il caso della Eagle Service, i cui lavoratori (figli e figliastri della dipendenza della ex NapoliPark) non prendono da 8 mesi uno stipendio… ma stipendi che, stranamente, in alcuni casi sono superiori a quelli della dipendenza ANM!

Perché licenziare dipendenti ANM per poi inserirli in altre mega società, tipo Napoli Servizi?
Beh, perché lì gli stipendi per la bassa professionalità sono stati rivisti applicando il Job Act. Chi andrà , in quella società? Perchè passare 160 dipendenti a CTP e assumerne altri 160?
Semplice!
Ciò che rimane, con il totale assenso delle burocrazie sindacali, sarà sottoposto allo stesso trattamento contrattuale, ma con la premessa che o ti attieni alla legge padronale di Renzi, utilizzata dai dirigenti ANM e dalla giunta DeMa, oppure sei licenziato.

Poi, per chiudere, sulla scorta di cosa si sceglie, in determinati comparti, proviamo a fare un piccolo esercizio di matematica: licenziare 3 dipendenti su 5, tutti aventi lo stesso grado e qualifica, potrebbe seriamente far aprire un mondo sconosciuto ai più, e noi napoletani, siamo bravi ad adoperare la fantasia.

Fantasia che… a volte ci porta molto vicino alla verità.

La Talpa