All’indomani del tentativo di strage compiuto nel maceratese da Luca Traini che, sparando dalla sua auto contro alcuni immigrati ha ferito una donna e cinque uomini tutti di origine africana, il partito neofascista Forza Nuova ha diramato un comunicato di solidarietà, che riportiamo, all’uomo, garantendogli pieno supporto per le spese legali.

Sarà politicamente scorretto, sarà sconveniente, in campagna elettorale nessuno farà un passo avanti, ma oggi noi ci schieriamo con Luca Traini. Il ragazzo marchigiano arrestato poche ore fa con l’accusa di aver ferito degli immigrati. Questo succede quando i cittadini si sentono soli e traditi, quando il popolo vive nel terrore e lo Stato pensa solo a reprimere i patrioti e a difendere gli interessi dell’immigrazione. Mettiamo a disposizione i nostri riferimenti per pagare le spese legali di Luca, a non farlo sentire solo e a non abbandonarlo. Già ci immaginiamo le condanne dell’Anpi, degli antifascisti vari e di chi serve la causa della sostituzione etnica. Già sentiamo lo sdegno dei palazzi e dei salotti tv. Noi invece abbiamo nelle orecchie il pianto straziato della famiglia di Pamela e il grido di rabbia di un’Italia che vuole reagire e non morire d’immigrazione.

Per quanto indecente, il comunicato in questione era prevedibile.

Luca Traini, dai giornali è stato definito folle, pazzo, qualcuno ha perfino provato a dare un senso a questo gesto diffondendo la notizia secondo cui fosse sottoposto a cure psichiatriche ma, perché cambiare nome ad un fascista?

Traini nel 2017 era stato candidato alle amministrative con la Lega Nord, sulla fronte ha tatuata la runa germanica Wolfsangel (“gancio del lupo”), usata a suo tempo come simbolo della gioventù della Germania di Hitler, la Hitlerjugend, e dalle forze armate naziste delle SS. Un simbolo ripreso anche da Terza Posizione (movimento neofascista eversivo fondato negli anni 70 da Roberto Fiore, oggi leader di Forza Nuova)  ed al momento del suo arresto, si trovava sui gradini del monumento ai caduti con un tricolore legato al collo, urlando “viva l’Italia” facendo il saluto romano.

Insomma un fascista dichiaratamente tale.

Dalle prime indagini, pare che la causa scatenante di questo vile gesto sia stata la notizia dell’arresto del nigeriano Innocent Oseghale in quanto presunto omicida di Pamela Mastropietro, la giovane donna scappata  dalla comunità di recupero per tossicodipendenti «Pars» di Corridonia  e ritrovata fatta a pezzi e chiusa in alcune valigie.

Traini ha così vestito i panni del giustiziere e, dopo aver preso un caffè in autogrill ed aver detto al barista «Ciao, vado a Macerata a fare una strage» (come riportato da altre testate giornalistiche), ha impugnato  la sua Glock ed è partito per rimettere le cose in ordine.

Come la storia insegna, i fascisti si arrogano il diritto di condurre vere e proprie crociate xenofobe utilizzando la salvaguardia delle donne come alibi; una pratica già utilizzata nel ventennio, in cui venivano diffusi manifesti che ritraevano il “predatore “ di colore in procinto di violentare una donna bianca, oggi viene riproposta da chi pensa che la lotta al sessismo  possa offrirsi come giustificazione accettabile per attacchi vili ed indegni come quello compiuto a Macerata. La lotta al feminicidio è (e non può non esser) lotta antipatriarcale ed è quantomeno illogico  che i fascisti, cani da guardia del patriarcato stesso, nemici giurati della libertà che vorrebbero la donna relegata al ruolo di “angelo del focolare”, strumentalizzino la questione di genere con questi fini.

Mai come oggi, c’è bisogno che le azioni antifasciste si moltiplichino affinché ai fascisti non sia concessa più nessuna forma di agibilità politica.

 

Ilaria Canale