Continua la dura vertenza degli operai agricoli dell’Ambruosi&Viscardi a Porto Sant’Elpidio, a cui partecipiamo come giornale militante e con la presenza di compagni lavoratori e attivisti sindacali della Frazione Internazionalista Rivoluzionaria. Riproduciamo in calce all’articolo il comunicato del sindacato SI Cobas, che organizza questi lavoratori, su questa giornata di lotta.


Altra dura giornata di lotta per i circa 150 lavoratori dello stabilimento agricolo dell’Ambruosi&Viscardi di Porto S. Elpidio, in provincia di Fermo. L’azione di sciopero e picchettaggio dello stabilimento è iniziata verso le 4 del mattino, con i 150 lavoratori immigrati, pressoché tutti indiani sikh organizzati con il SI Cobas, fermi davanti ai cancelli, ed è durato tutta la giornata. Una fase di stallo ovviamente dopo duri momenti di scontro con le forze dell’ordine e con i crumiri dei padroni che poco prima delle 13;00 hanno incominciato ad innaffiare liquami sui lavoratori dalle loro autobotti, e anche a caricarli con i tir, rischiando seriamente di inverstirli.

Ma i lavoratori unitisi in un unico grande blocco hanno resistito in modo esemplare e ora i padroni dello stabilimento molto probabilmente si vedranno costretti a sedere ad un tavolo di trattativa con il sindacato: si parla già dell’acquisizione dello stabilimento da parte di un’altra azienda con possibile regolarizzazione a tempo indeterminato di tutta la forza-lavoro.

La vicenda di questi 150 operai ha avuto inizio qualche giorno prima della manifestazione nazionale che in data 26 ottobre il SI Cobas ha indetto a Roma contro il Governo Conte bis, ovvero quando il loro padrone li ha minacciati: se avessero preso parte alla manifestazione non li avrebbe fatti rientrare in fabbrica. E il 28 ottobre così è stato. Si sono ritrovati i cancelli chiusi e sono stati sostituiti con altri lavoratori. Questo però non li ha scoraggiati e al contrario ha fatto scattare la scintilla necessaria affinché i dipendenti dello stabilimento denunciassero i loro padroni per altre nefandezze tra le quali contratti irregolari e orari oltre il limite normativo e decisamente oltre il limite umano sopportabile (7 giorni su 7 senza mai un riposo). Si rivendica quindi non solo il rientro in fabbrica ma anche l’applicazione del contratto nazionale agricolo e a tempo indeterminato avendo lavorato 12 mesi all’anno.

Intervento di Giuseppe D’Alesio, dirigente del SI Cobas, al picchetto.

Dopo lo sciopero del 28, nonostante la repressione padronale e l’abbandono da parte dei sindacati confederali (come riportato nel loro comunicato) i lavoratori hanno indetto altri scioperi fino ad arrivare a quello odierno facendo anche luce, oltre alle irregolarità contrattuali e salariali, sulle enormi irregolarità ambientali in cui l’Ambruosi&Viscardi verserebbe. Allo sciopero di oggi infatti si è presentato anche il consorzio Fabbro LM che ha confermato la volontà di presa in carico delle linee di lavorazione insalata prima gamma più le pulizie. Dopo una breve precisazione del responsabile della nuova società con il sindacato e i lavoratori si è convenuto per un brevissimo aggiornamento confermando in serata l’invio di una comunicazione per l’incontro al fine di valutare le condizioni di ingaggio dei lavoratori.

Come FIR e LVdL seguiamo e partecipiamo direttamente alla lotta di questi coraggiosi operai immigrati e sosterremo in pieno queste iniziative di scioperi affinché i lavoratori dell’Ambruosi&Viscardi riacquistino e migliorino le proprie condizioni contrattuali e salariali, ma anche come esempio di resistenza contro i soprusi economici, politici e di genere che ogni giorno la classe operaia è costretta a subire sui posti di lavoro e nella società, per riportare al centro del dibattito politico a sinistra il ruolo decisivo che solo lavoratori e lavoratrici possono giocare nella lotta contro l’oppressione e lo sfruttamento della società capitalista, sfidando le leggi implacabili del mercato.

 

Lorenzo Montanari


Ambruosi & Viscardi: la lotta e la tenacia operaia aprono una prima breccia nel muro padronale

Con oltre 10 ore di sciopero- presidio fuori ai cancelli e di blocco totale delle attività, oggi i 140 lavoratori agricoli di Ambruosi & Viscardi uniti nel SI Cobas hanno dato un’ennesima prova di determinazione e di orgoglio operaio, scrivendo una nuova importante pagina di storia sindacale nella provincia fermana e non solo. Nonostante anche a Porto Sant’Elpidio le maglie della repressione inizino a stringersi (a differenza dei precedenti scioperi oggi c’è stata una carica delle forze dell’ordine che ha ferito, per fortuna in maniera lieve, diversi lavoratori) e nonostante l’azienda continui a rifiutarsi di trattare col SI Cobas, nel primo pomeriggio è emersa in maniera chiara la volontà da parte di una Srl operante nel settore alimentare di acquisire un ramo delle attività di Ambruosi & Viscardi, assumendo alle sue dipendenze la totalità degli esclusi con contratto a tempo indeterminato. Per ora si tratta solo di voci ufficiose che sono già al vaglio dei rappresentanti del SI Cobas e dei lavoratori diretti interessati, dunque attendiamo elementi più chiari e definiti per capire se ci troviamo effettivamente di fronte a un esito positivo della vertenza o se, al contrario, la controparte stia attuando la classica “melina” per superare indenne i picchi di lavoro natalizi.

Nell’attesa di verificare la concretezza di questa ipotesi, il SI Cobas quindi sospende lo sciopero ma mantiene aperto non solo lo stato di agitazione, ma anche la campagna generale contro lo sfruttamento dei lavoratori agricoli e il lavoro grigio nella filiera agroalimentare: una piaga di cui la vertenza in Ambruosi & Viscardi rappresenta solo la punta dell’iceberg, e che colpisce migliaia di lavoratori e braccianti agricoli sia nel distretto marchigiano, sia in tutto il centro-sud; una piaga che intendiamo combattere ed estirpare alla radice iniziando con la denuncia delle condizioni di lavoro che sussistono in questa categoria.

Per questi motivi, indipendentemente dall’esito della vertenza specifica, intendiamo lanciare una manifestazione regionale a Fermo per sabato 21 dicembre.

 

SI Cobas nazionale