Risposta combattiva all’appello del Sindicato de Estudiantes e della corrente femminista Pan y Rosas, tra le altre organizzazioni, a disobbedire al divieto della governativo delle manifestazioni dell’8M a Madrid, in Spagna.


La corrente femminista Pan y Rosas di Madrid nello Stato spagnolo ha denunciato in un comunicato, sabato scorso, il divieto di raduni e manifestazioni dell’8M da parte della Delegazione di governo della Comunità di Madrid.

È uno scandalo che ci venga proibito di manifestare, quando le donne rischiano ogni giorno di essere infettate nei lavori precari e nelle metropolitane affollate,

hanno detto. E si sono unite all’appello del Sindicato de Estudiantes che ha avuto luogo nella centrale Puerta del Sol di Madrid oggi a mezzogiorno.

Così, centinaia di donne, studenti e giovani hanno sfidato il divieto e si sono riuniti a Puerta del Sol, nonostante le restrizioni e le identificazioni della polizia nazionale.

Tra gli striscioni e i manifesti portati dai manifestanti se ne possono leggere diversi contro la criminalizzazione, come “L’8M non è un crimine, fermate la repressione!”, “Smettete di criminalizzare il movimento femminista”, “Le strade sono nostre, fermate i bavagli!” o “I diritti si conquistano nelle strade, non stiamo a casa!”.

Emergevano anche dure critiche al governo del PSOE e Podemos, che ha vietato le manifestazioni, una decisione vergognosamente rispettata dalla ministra della parità, Irene Montero. Così, in decine di manifesti portati dalle manifestanti, per lo più molto giovani, si può leggere: “Siamo le donne che il governo non è riuscito a zittire”, “Né progressiste, né femministe. Governo macho e repressivo”, “Il femminismo ministeriale non ci farà uscire dalle strade!”, “Ecco le femministe che non hanno bisogno di ministri” o “Il governo non mi imbavaglia. 8M combattivo e anticapitalista”.

Il gruppo Pan y Rosas, presente alla manifestazione con decine di compagne, ha chiamato a scendere in piazza, con misure di sicurezza, per non permettere “al governo ‘progressista’ di toglierci dalle strade” e difendere un “femminismo anticapitalista e di classe con le migranti,le precarie e le trans”.

Lucia Nistal, portavoce di Pan y Rosas e della Corriente Revolucionaria de los Trabajadores (CRT) di Madrid, ha detto in una dichiarazione al canale RTVE che “Questo governo non può dire di essere femminista o progressista se non abroga le riforme del lavoro, se non chiude i CIE, se reprime le mobilitazioni dei giovani e vieta quelle dell’8M”.

Lucia ha anche sottolineato in una frase l’ipocrisia del governo:

Le donne lavoratrici sono state in prima linea nella pandemia e ora non vogliono lasciarci essere in prima linea nella lotta questo 8M.

Verso la fine della manifestazione a Puerta del Sol, un gruppo di militanti di destra voleva entrare nella piazza e ha aggredito una donna anziana, strappandole la mascherina. Tra loro, due donne note militanti di Vox, che sono state in prima linea nell’aggressione. Anche se la polizia li ha difesi, sono stati spinti fuori dalle compagne al grido di “fuori i fascisti”.