L’organizzazione della destra estrema israeliana Lehava aveva indetto una marcia a Gerusalemme con lo slogan “morte agli arabi”, nel mezzo del mese sacro musulmano di Ramadan. I palestinesi che sono arrivati sul posto per affrontare la provocazione sono stati brutalmente repressi dalla polizia israeliana.


Gli agenti della polizia d’occupazione israeliana hanno brutalmente represso giovedì notte e venerdì mattina presto i palestinesi che andavano ad affrontare una provocazione organizzata dagli estremisti di destra e dai coloni israeliani.

Circa 300 coloni israeliani hanno marciato verso la Porta di Damasco, alla periferia della Città Vecchia di Gerusalemme, gridando “Morte agli arabi” e “Fuori gli arabi”.

L’azione degli estremisti sionisti è stata organizzata e guidata da Lehava, un gruppo ebreo suprematista anti-miscenazione i cui membri hanno aggredito fisicamente i palestinesi “sospettati di frequentare donne ebree” e il cui leader, Bentzi Gopstein, ha anche espresso sostegno per l’incendio di chiese e moschee.

Più di 100 palestinesi sono stati feriti e altri 50 sono stati arrestati durante la violenta repressione della polizia israeliana, che tuttavia non ha toccato un solo colono israeliano presente. I poliziotti hanno sparato granate stordenti, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro i palestinesi che cercavano di affrontare la marcia dei coloni.

Fonti della Mezzaluna Rossa palestinese hanno detto che almeno 105 palestinesi sono stati feriti, tra cui 22 che hanno subito ferite moderate e hanno richiesto cure ospedaliere. Gli altri sono stati trattati sul posto.

Gli scontri si sono estesi ad altre parti della città occupata di Gerusalemme, tra cui Sheikh Jarrah, Musrara, l’insediamento coloniale French Hill, al-Tur e Wadi al-Khoz, e sono durati fino alle prime ore di venerdì mattina.

Nel frattempo, decine di coloni israeliani hanno preso l’Autostrada 1, la strada principale che separa Gerusalemme Est e Ovest, intercettando i veicoli per identificare i palestinesi di Gerusalemme e aggredendoli, mentre la polizia israeliana non ha fatto nulla per fermarli.

Gli ultimi dieci giorni hanno visto scontri notturni tra la polizia e i fedeli a Gerusalemme Est, per la decisione delle autorità di vietare alla gente di sedersi sui gradini fuori da Bab al-Amoud, nota anche come Porta di Damasco, con la scusa del mancato rispetto delle restrizioni per il covid-19. L’alimentazione elettrica è stata scollegata anche al momento della chiamata alla preghiera nel complesso della moschea.

Una chiara provocazione nei confronti della popolazione araba musulmana di Gerusalemme, poiché per molti palestinesi di Gerusalemme e di tutto il Territorio Palestinese Occupato, il Ramadan è direttamente collegato alla Moschea di Al-Aqsa.

Il complesso della Moschea di Al-Aqsa ospita sia la Cupola della Roccia che la Moschea di Al-Aqsa ed è considerato il terzo sito più sacro dell’Islam.

Al-Aqsa si trova a Gerusalemme Est, una parte dei territori palestinesi internazionalmente riconosciuti che sono stati occupati dall’esercito israeliano dal 1967.

Fonte: Agenzia di notizie WAFA