Come corrente internazionale Pan y Rosas siamo solidali con il movimento che oggi si propone di difendere il diritto di decidere negli Stati Uniti, al quale partecipano attivamente le nostre compagne di Left Voice, e con l’enorme lotta che le aspetta per rendere finalmente legge il diritto all’aborto.


La fuga di notizie sul progetto di voto della Corte Suprema negli USA, che metterebbe fine alla sentenza che ha depenalizzato l’aborto in tutto il paese dal 1973, ha fatto scattare campanelli d’allarme negli Stati Uniti e in altre parti del mondo sull’impatto di questa avanzata reazionaria.

È un passo indietro storico che elimina con un tratto di penna il diritto delle donne e delle persone con la capacità di avere figli di decidere del proprio corpo.

Da quando il caso del 1973 noto come Roe v. Wade ha permesso di depenalizzare l’aborto negli Stati Uniti, le organizzazioni conservatrici insieme a gruppi anti-diritti e diverse chiese hanno combattuto ogni giorno per rovesciare questa sentenza.

Per decenni, diverse iniziative votate nelle legislature statali hanno limitato e ostacolato le condizioni di accesso agli aborti volontari, rendendo quasi impossibile farlo legalmente. Così tanto hanno avanzato i loro obiettivi che oggi, se la sentenza Roe v. Wade fosse rovesciata, l’aborto sarebbe automaticamente vietato in metà degli Stati del paese.

Di fronte alle minacce della Corte, i membri del Partito Democratico si sentono dire che l’importante è votare per i candidati che sostengono i diritti all’aborto nelle prossime elezioni legislative. Tuttavia, dalla sentenza del 1973 (50 anni fa), il Partito Democratico non ha mai tentato di far passare il diritto all’aborto per legge, nonostante abbia tenuto la maggioranza in entrambe le camere del Congresso per lunghi periodi di tempo.

In altre parole, hanno lasciato un diritto elementare come quello di decidere del nostro corpo nelle mani di una decisione giudiziaria che dipende dalla Corte Suprema, un corpo di nove persone che nessuno ha eletto. Questo diritto è stato lasciato in balia delle maggioranze circostanziali dei giudici conservatori della corte suprema, proposti dai governi del momento (gli ultimi, eletti durante il mandato di Donald Trump).

Non possiamo permettere che i nostri diritti siano lasciati nelle mani di istituzioni come la Corte Suprema o che siano usati come merce di scambio dai partiti dell’establishment elezione dopo elezione.

La “marea verde” in Argentina ha riconfermato che l’unico modo efficace di lottare per il diritto all’aborto legale, sicuro e gratuito è nelle strade. Per questo è diventata un esempio per i movimenti di diversi paesi della regione, come il Cile e il Messico. Allo stesso tempo, in Polonia e in altri paesi europei, la destra reazionaria minaccia di limitare questo e altri diritti fondamentali, come negli Stati Uniti.

Anche dopo aver ottenuto le nostre richieste, dobbiamo continuare a mobilitarci per assicurarci che siano realizzate e per evitare che le forze conservatrici cerchino di farle retrocedere. I diritti si conquistano e si difendono nelle strade.

Per questo come corrente internazionale Pan y Rosas siamo solidali con il movimento che oggi si propone di difendere il diritto di decidere, al quale partecipano attivamente i nostri compagni di Left Voice, e con l’enorme lotta che ci aspetta perché finalmente il diritto all’aborto diventi legge.

FIRME

Corrente internazionale Pan y Rosas

Lavoratrici, casalinghe, attiviste che compongono Brot und Rosen, Germania; Pan y Rosas, Argentina; Pan y Rosas, Bolivia; Pão e Rosas, Brasile; Pan y Rosas “Teresa Flores”, Cile; Pan y Rosas, Costa Rica; Pan y Rosas, Stato spagnolo; Bread & Roses, Stati Uniti; Du pain et des roses, Francia; Il pane e le rose, Italia; Pan y Rosas, Messico; Pan y Rosas, Perù; Pan y Rosas, Uruguay; Pan y Rosas, Venezuela.

ARGENTINA:

Myriam Bregman, deputata nazionale della città di Buenos Aires per il Frente de Izquierda y de los Trabajadores – Unidad, avvocato del CEPRODH – Centro de Profesionales por los Derechos Humanos.

Nicolás del Caño, deputato nazionale della provincia di Buenos Aires per il Frente de Izquierda y de los Trabajadores – Unidad, dirigente del Partido de Trabajadores por el Socialismo.

Alejandro Vilca, deputato nazionale della provincia di Jujuy per il Frente de Izquierda y de los Trabajadores – Unidad, leader del Partido de Trabajadores por el Socialismo.

Alejandrina Barry, legislatrice della città di Buenos Aires per il Frente de Izquierda y de los Trabajadores – Unidad, figlia di desaparecidos e leader del CEPRODH – Centro de Profesionales por los Derechos Humanos.

Claudio Dellecarbonara, deputato provinciale (Buenos Aires) eletto per il Frente de Izquierda y de los Trabajadores Unidad, lavoratore della metropolitana di Buenos Aires e membro della segreteria esecutiva dell’AGTSyP (Asociación Gremial de Trabajadores del Subte y Premetro).

Natalia Hernández, consigliera a La Matanza, Buenos Aires, PTS/FITU

Julieta Katcoff, consigliere della città di Neuquén, PTS/FITU

Laura Cano, deputata provinciale (Buenos Aires) eletta dal Frente de Izquierda y de los Trabajadores Unidad, e membro del consiglio provinciale di Cicop (salute), per la minoranza.

Anabela Colli, consigliera (eletta) di José C. Paz, Buenos Aires, PTS/FITU.

Erica Seitler, consigliera (eletta) di Moreno, Buenos Aires, PTS/FITU

Andrea D’Atri, dirigente del Partido de los Trabajadores Socialistas, fondatrice della corrente di donne Pan y Rosas, PTS/FITU

Marilina Arias, insegnante CABA, membro del consiglio di amministrazione di Ademys.

Luana Simioni, Consiglio interno di IOMA La Plata.

Lorena Timko, Junta Interna Desarrollo Social La Plata.

Graciela Frañol, delegata di base di ATEN Neuquén (insegnanti).

Nathalia González Seligra, dal CD di SUTEBA La Matanza (insegnanti della provincia di Buenos Aires).

BOLIVIA

Fabiola Quispe, avvocato e membro di PRODHCRE (Profesionales Por Los Derechos Humanos y Contra la Represión Estatal), La Paz;

Gabriela Ruesgas, economista e docente di Sociologia – UMSA, La Paz;

Daniela Castro, tesista in Antropologia – UMSA, La Paz;

Gabriela Alfred, laureata in filosofia, ricercatrice, Tarija;

Violeta Tamayo, politologa e ricercatrice, La Paz.

BRASILE

Letícia Parks, attivista di Quilombo Vermelho;

Fernanda Peluci, dirigente del Sindicato dos Metroviários de São Paulo;

Carolina Cacau, insegnante Rede Estadual do Rio de Janeiro;

Diana Assunção, dirigente del sindacato dei lavoratori dell’Università di San Paolo;

Maíra Machado, dirigentedi Apeoesp (Sindicato dos Professores do Estado de São Paulo);

Flávia Telles, coordinatrice del Centro Acadêmico de Ciências Humanas da Universidade Estadual de Campinas;

Flavia Valle, insegnante Rede Estadual de Minas Gerais;

Val Muller, studente della UFRGS e attivista di Juventude Faísca, Rio Grande do Sul;

Virgínia Guitzel, attivista trans, studentessa all’UFABC, San Paolo.

CILE

Natalia Sánchez, medico e consigliere ad Antofagasta;

Joseffe Cáceres, operaia delle pulizie e leader sindacale all’Universidad Pedagógica, Santiago;

Patricia Romo, presidente del sindacato locale degli insegnanti, Antofagasta;

Pamela Contreras Mendoza, assistente educativa ed ex portavoce della Coordinadora 8 de Marzo, Valparaíso;

Nataly Flores, lavoratrice al dettaglio, direttrice del sindacato Easy, Antofagasta;

Camila Delgado, leader sindacale del commercio al dettaglio, Temuco.

COSTA RICA

Fernanda Quirós Moya, insegnante e dirigente di Pan y Rosas, Costa Rica;

Paola Zeledón Muñoz, Organizacion Socialista Revolucionaria e La Izquierda Diario Costa Rica;

Mónica Gallardo, studentessa.

STATO SPAGNOLO

Josefina L. Martínez, giornalista e storica, Madrid;

Cynthia Burgueño, storica e educatrice, Barcellona;

Lucía Nistal, ricercatrice UAM, Madrid;

Verónica Landa, giornalista, Esquerra Diari, Barcellona.

FRANCIA

Laura Varlet, lavoratrice ferroviaria presso la SNCF a Seine-Saint Denis, regione di Parigi;

Nadia Belhoum, lavoratrice collettiva della RATP (azienda di trasporto urbano di Parigi);

Marion Dujardin, insegnante di arti plastiche nella regione di Parigi;

Elise Lecoq, insegnante di storia nella regione di Parigi;

Diane Perrey, insegnante a Tolosa.

GERMANIA

Charlotte Ruga, ostetrica all’ospedale “München Klinik”, Monaco;

Lilly Schön, economista, lavoratrice presso l’Università di Tecnologia ed Economia di Berlino;

Tabea Winter, studentessa di lavoro sociale, Università Alice Salomon, Berlino.

ITALIA

Scilla Di Pietro, lavoratrice gastronomica, dirigente della Frazione Internazionalista Rivoluzionaria;

Ylenia Gironella, insegnante.

MESSICO

Flora Aco, lavoratrice statale reintegrata e sostenitrice dei diritti del lavoro, ex candidata indipendente anticapitalista per la legislatura;

Sulem Estrada, insegnante di educazione di base ed ex candidato legislativo indipendente anticapitalista;

Miriam Hernández, lavoratrice amministrativa dell’UNAM ed ex candidata indipendente e anticapitalista a legislatore;

Alejandra Sepúlveda e Ameyali Amador, lavoratori statali reintegrati;

Alejandra Santamaría, insegnante disoccupata licenziata in lotta;

Mariel Ochoa e Luanda Rodríguez, lavoratori statali disoccupati licenziati in lotta,

Yara Villaseñor, ricercatrice disoccupata all’UNAM;

Joss Espinosa, studente di filosofia e letteratura alla UNAM.

PERÙ

Cecilia Quiroz, dirigente di Pan y Rosas Perù.

URUGUAY

Carolina Larrosa, delegata sindacale.

Julieta Spinelli, Lic. in Psicomotricità e insegnante di educazione artistica.

Martina Lepra, Lic. in Scienze della Comunicazione e insegnante di educazione artistica

Victoria Valenti, insegnante di educazione artistica

Eugenia Vázquez, licenza in psicologia e operatore sanitario

Zarianna Morillo, laureata in psicologia, con master in psicologia clinica e lavoratrice precaria in ambito socio-educativo

Karina Rojas, Lic. in Lavoro Sociale e lavoratrice precaria nel campo socio-educativo.

Virginia Mariano, studentessa di Psicologia e lavoratrice dell’educazione.

Daiana Álvez, studente di infermieristica

Fernanda Parlade, lavoratrice del commercio

Florencia Brun, operaia del commercio

Ligia Gonzalez, operaia del commercio

Sara Danieli, lavoratrice occasionale

VENEZUELA

Suhey Ochoa, studente dell’Università Centrale del Venezuela

Il collettivo "Il pane e le rose" nasce nel 2019 aderendo alla corrente femminista socialista internazionale "Pan y Rosas", presente in molti paesi in Europa e nelle Americhe