Il 21 giugno a Napoli, presso la libreria Tamu, si è tenuto il lancio della corrente femminista Pan y Rosas Italia, in occasione della presentazione del libro “Il pane e le rose” di Andrea D’Atri, fondatrice della corrente Pan y Rosas che, a partire dall’Argentina, organizza migliaia e migliaia di donne in diversi paesi nelle Americhe e in Europa per portare una prospettiva politica anticapitalista e rivoluzionaria nel dibattito e nell’azione politica del movimento internazionale delle donne.

Questo incontro è stato preceduto da un’assemblea pubblica a Roma lo scorso 29 gennaio, durante un tour di Andrea in diversi paesi europei che ha riscosso un notevole successo, nella quale avevamo affrontato la situazione e le sfide politiche di oggi per i movimenti delle donne e di tutti gli strati oppressi della società di fronte all’ascesa della destra, della repressione e del razzismo, in Italia e non solo: non molto tempo dopo, a Verona si è tenuto il congresso internazionale della famiglia (un’assemblea di omofobi e antiabortisti di destra) che è stato però marginalizzato da una potente contromobilitazione, con un corteo a Verona tra i più grandi in assoluto degli ultimi anni nel nostro paese.

Una situazione politica che continua a fermentare anche grazie al movimento Non Una Di Meno che ha generato un convergenza delle mobilitazioni e delle rivendicazioni delle donne, mettendo in campo una grande mobilitazione il 25 novembre 2016 con più di 200mila persone in piazza: un’ondata femminista che ha fortemente contribuito a diffondere una cultura diversa, opposta a quella reazionaria, cattolica e clericale che la destra al governo porta avanti tramite Salvini, Pillon e Fontana. Queste politiche vanno respinte con una lotta politica ancora più radicale e generalizzata, che voglia eliminare l’oppressione della donna e di genere a partire dalle sue radici patriarcali, e lottare contro l’intero sistema economico che alimenta oppressione e sfruttamento, il capitalismo.

Per questo, prendendo esempio dalla fondamentale esperienza delle compagne d’Argentina (e di tanti altri paesi) nel costruire una grande e vitale corrente femminista socialista, rivoluzionaria a livello internazionale, aderiamo a Pan y Rosas e al suo Manifesto internazionale, e lanciamo un appello a tutte le donne che partecipano a Non Una di Meno e alle organizzazione che lottano contro l’oppressione di genere per costruire anche in Italia una grande corrente femminista che si batta in ogni movimento per un orientamento anticapitalista e una lotta schierata sempre e comunque dalla parte della classe lavoratrice, e non da quella dei capitalisti liberali “buoni” che di tanto in tanto cercano di placarci dandoci qualche briciola di “diritti”, di fatto mantenendoci in una situazione di grave sfruttamento e oppressione.

Pan y Rosas, che in Europa era già presente in Germania e in Spagna, ha appena preso piede, col nome di “du Pain et des Roses”, anche in Francia, dove il movimento dei gilet jaunes ha rivitalizzato la mobilitazione sociale della gioventù e delle donne, portando tantissime giovani donne per la prima volta nell’arena politica, mettendole di fronte le grandi sfide di oggi che l’economia di banchieri e industriali, e la politica dei ministri e parlamentari fedeli ai loro diktat pone oggi a lavoratori e lavoratrici, giovani, donne, immigrati e tutti gli oppressi in questi società.

In America, Pan y Rosas continua a crescere e partecipa attivamente alle grandi lotte nel continente, come quella per l’ aborto legale in Argentina o quella contro le politiche di Bolsonaro in Brasile, sempre presentando un’alternativa nel programma politico, nelle rivendicazioni e nei metodi di lotta al femminismo liberale delle classi dominanti, e a quello riformista, di sinistra, a cui manca una strategia per andare fino in fondo e vincere per davvero contro patriarcato e capitalismo.

Per una lotta contro l’oppressione del capitalismo e del patriarcato, per un femminismo rivoluzionario internazionale, anche in Italia!

Vogliamo il pane e vogliamo le rose!

 

Scilla Di Pietro, Ilaria Canale, Lisa Di Pietro (Napoli, già Collettivo Nadezhda)

Martina Garulli (Bologna)