Sui social media e nella stampa borghese tedesca é passata la notizia che la polizia avrebbe interrotto la manifestazione (tenutasi a Berlino l’altro ieri) dei negazionisti del Coronavirus. I nostri compagni tedeschi presenti sul posto ci testimoniano invece che la realtà é un’altra: la polizia ha infatti essenzialmente consentito la marcia.

La polizia blocca il corteo a Berlino!” è uno dei titoli che die Bild dà al live streaming della protesta. ”La polizia di Berlino scioglie la manifestazione contro la politica adottata contro il virus” scrive Zeit Online. Entrambe le testate si riferiscono in realtà al comunicato stampa della polizia, la quale dichiara su Twitter: ”non ci rimane altra possibilità. Ci siamo avvicinati al responsabile della manifestazione e lo abbiamo informato del fatto che l’assembramento sarebbe stato sciolto”. Il fattore decisivo, come ci si sarebbe aspettato, sarebbe stato il ”mancato rispetto delle norme sulla distanza per la protezione dalle infezioni”.

 

Cos’è realmente accaduto

Diversi/e compagni e compagne lì presenti riferiscono di una situazione completamente diversa rispetto a quella dipinta dalla polizia. In mattinata c’è stato un solo contatto tra la polizia e i manifestanti. ”I (e le) manifestanti di destra continuano ad arrivare e la polizia si sta ora disponendo in gruppo per strada, con elmetti e scudi” riferisce Manuel.

C’è stata anche contro-protesta, ma non è stata particolarmente partecipata. A Bebelplatz, dove il corteo è cominciato, c’erano circa un migliaio di persone. Alcuni sindacati hanno fatto degli interventi in piazza (ad esempio il Keipe), così come SPD e i giovani Verdi. In un secondo momento si sono uniti anche gruppi marxisti piu piccoli e autonomi. Attorno alle 18:00 il contro-raduno si è incontrato alla Porta di Brandeburgo. La mobilitazione non è stata particolarmente forte ed é stato pertanto impossibile impedire la mobilitazione dei negazionisti. La contro-protesta, pur avvicinandosi ai manifestanti, non é riuscita a raggiungerli.

Dopo il presunto atto di scioglimento, il quadro è diventato più chiaro. Ci sono stati arresti isolati e alcuni dimostranti sono stati portati via, ma su Via del 17 Giugno e presso la Porta di Brandeburgo sono rimaste comunque numerose persone. I momenti finali della manifestazione si sono svolti in quei luoghi senza ostacolo alcuno.

Attila Hildmann (popolare cospirazionista di destra) e il suo movimento Reichsbürger hanno potuto marciare nella piazza del parlamento. “Per tutto il giorno, le catene della polizia sono state spezzate con maggiore facilità dai fascisti. Non c’è stata una vera resistenza” riferisce Roberto Lorca. C’è stata una rivolta all’ambasciata russa e ci sono stati più arresti rispetto ad altre località. I cannoni ad acqua non sono stati utilizzati. La conclusione é che ”tutto sommato, alla destra è stato permesso di marciare”.

I compagni e le compagne hanno persino scattato alcune foto che restituiscono un’immagine veritiera del corteo: teorici cospirazionisti e persone con le bandiere del Terzo Reich e della Germania accanto a palesi nazisti. Sui loro manifesti le scritte ”Stoppa den Corona Wahnssin” (Diciamo basta alla follia del Corona”) e ”Corona-Diktature beenden” (fine della dittatura del corona). Anche politici di AfD (Alternative für Deutschland, il partito di estrema destra) e gruppi fascisti avevano chiesto la partecipazione.

 

Polizia come arbitro (indipendente)?

La narrazione dei media è palesemente falsa. La polizia viene fatta passare per un arbitro indipendente, ma in verità lascia alle destre il diritto di marciare. Come avevamo già scritto:

Alcune persone [di sinistra ”riformista” oppure postmoderni o semplicemente borghesi] sono dell’opinione che se una manifestazione di sinistra (come quella di Hanau) viene cancellata, lo Stato deve svolgere un ruolo di bilanciamento e deve annullare anche la manifestazione di destra. Si potrebbe quasi affermare che costoro vogliano un “arbitro” che si elevi al di sopra delle forze sociali. Tuttavia, questa nozione non prevede alcuna prospettiva di lotta contro le destre né contro lo Stato. Noi invece dobbiamo sollevare la questione del perché non ci è permesso manifestare per i nostri diritti e scioperare, mentre alle aziende è consentito produrre e vendere prodotti non essenziali. Non si tratta di negare la pericolosità del Coronavirus, ma piuttosto di cogliere l’essenza della doppia morale dello Stato borghese e di fornire a questa doppia morale una risposta politica. Lo Stato, infatti, non è il rappresentante degli interessi dell’intera popolazione, ma di una certa classe: i capitalisti”.

Anche se è scandaloso che lo Stato borghese abbia vietato la manifestazione dei familiari delle vittime di Hanau (località dove a febbraio 2020 dieci persone sono state uccise da un terrorista di destra) e abbia invece lasciato marciare i negazionisti a Berlino, sarebbe errato concepire l’uso della polizia come un’arma contro le destre. Una cosa è chiara: le destre continuerebbero ad esistere anche qualora lo Stato dovesse vietargli di manifestare. Questo ci porta direttamente alla domanda su se dovremmo cominciare noi in prima persona a manifestare, o se ci dovremmo fidare dello Stato come arbitro.

 

Simon Finnigan

Traduzione di Matteo Iammarrone da Klasse Gegen Klasse