Questa domenica 27 settembre alle ore 9:30 s bologna si terrà l’assemblea dei delegati e lavoratori combattivi promossa da un eterogeneo fronte di organizzazioni e singoli sulla base dell’appello del patto d’azione.


Ad oggi sono oltre settecento fra delegati di posti di lavoro, lavoratori e attivisti sindacali che hanno firmato l’appello lanciato da varie organizzazioni sindacali con il ruolo predominante per numeri e sforzo organizzativo del Si Cobas. In alcune città, come Roma e Torino, già sono state fatte assemblee locali per preparare al meglio la partecipazione più significativa possibile alla “plenaria” di Bologna.

L’autunno si è aperto sotto l’infausto risultato del Referendum sul taglio dei parlamentari e il voto delle regionali che ha confermato l’assoluta arretratezza di qualsivoglia politica “istituzionale” di sinistra, alternativa alla linea politica dominante che vede i padroni all’attacco praticamente sotto ogni aspetto e la classe operaia costretta sulla difensiva tanto nelle rivendicazioni sui luoghi di lavoro quanto sulle richieste di maggiore sicurezza per via dell’ascesa di una nuova ondata del Covid-19.

Esempio lampante del segno che lo Stato e i padroni vogliono dare a questa fase arriva sicuramente dalla città di Modena, con centinaia di lavoratori a processo, una grandine di denunce sugli attivisti sindacali e, notizia di pochi giorni fa, il divieto della questura alla manifestazione di solidarietà promossa dal Si Cobas per il 3 ottobre prossimo.

Lo sblocco dei licenziamenti, la rovinosa situazione degli artigiani e delle piccole imprese e la possibilità di un ritorno di fiamma della pandemia completano un quadro desolante nel quale l’opzione politica di centrosinistra di “fronti democratici” contro l’avanzata della destra sono parte del problema e dell’offensiva padronale contro gli sfruttati, e non parte della nostra soluzione alla crisi. In questa situazione ogni sforzo per costruire un fronte ampio partendo dalle rivendicazioni di quei singoli e quei settori della classe operaia che mostrano maggiore propensione al conflitto è un passo non solo fondamentale, ma anche praticamente ineludibile.

Ogni percorso teso a superare gli steccati sindacali, e così anche togliere terreno alle burocrazie delle organizzazioni operaie, a riprendere l’esperienza dalle mobilitazioni e scioperi che ci sono state a inizio crisi sanitaria va sostenuto, incoraggiando il protagonismo innanzitutto della base operaia delle organizzazioni sindacali spingendola anche verso gli altri settori in agitazione, dalla scuola alla gioventù e agli altri settori oppressi della società.

Domenica 27 c’è un passaggio formale in questa direzione, in previsione delle mobilitazioni che animeranno gli ultimi mesi del 2020 a partire dalla lotta dei lavoratori a Modena.