Il Brasile ha registrato un totale di 6.750 morti per coronavirus fino a sabato scorso, con 421 nuovi morti domenica, mentre il presidente reazionario Jair Bolsonaro ha manifestato ancora una volta davanti alla Corte Suprema di Giustizia.


Il presidente è stato scortato dalle bandiere dello Stato sionista di Israele e degli Stati Uniti, esponendo le sue politiche allineate all’imperialismo e all’ultra-destra in tutto il mondo.

Il Ministero della Salute ha riportato nel suo bilancio giornaliero che il numero di casi confermati da Covid-19 è aumentato di 4.970 nell’ultimo giorno, portando il numero totale di infezioni nel Paese a 96.559.

Il Brasile è il secondo Paese delle Americhe con il maggior numero di persone infettate dal Covid 19, secondo le stime degli scienziati brasiliani. Con l’enorme sotto-registrazione esistente, il Brasile potrebbe raggiungere 1,2 milioni di casi, superando gli Stati Uniti.

Inoltre, le autorità sanitarie stanno indagando sulla morte di altre 1.330 persone che avrebbero potuto essere uccise dal virus che continua a diffondersi in questo paese di 210 milioni di persone. Anche questo sabato ha visto la cifra dei guariti raggiungere le 40.937 persone, ovvero il 42% del totale.

 

Bolsonaro per le strade, contro ogni misura di prevenzione

Il presidente del Brasile si è unito ad una nuova manifestazione sabato nella città di Cristalina, a 150 chilometri da Brasilia, che ha attirato folle di sostenitori.

Bolsonaro ha visitato alcuni negozi, ha salutato i suoi sostenitori e ha posato per le fotografie, contraddicendo le raccomandazioni del Ministero della Salute e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), e mettendo la popolazione a rischio crescente di diffusione di questa pandemia.

Le visite del presidente nelle città vicino a Brasilia sono diventate comuni fin dall’inizio della crisi del coronavirus perché, secondo lui, il suo dovere è quello di “stare con la gente”.

Bolsonaro è uno dei maggiori negazionisti della serietà di Covid-19, che ha già descritto come una “gripezinha” (influenzina), e incoraggia la fine delle misure di isolamento e raccomanda ai brasiliani di tornare al loro lavoro.

Nelle dichiarazioni di questo fine settimana ha anche detto: “E allora? Mi dispiace, ma cosa vuoi che faccia”, declinando qualsiasi responsabilità per le migliaia di morti dei coronavirus.

I due Stati brasiliani più colpiti dalla pandemia sono San Paolo, con 2.586 morti e 31.174 infezioni, e Rio de Janeiro, con 971 morti e 10.546 infezioni.

I sistemi sanitari di entrambe le regioni, che hanno paralizzato le loro economie per contenere il virus, sono vicini al limite, in attesa del picco della pandemia, previsto nelle prossime settimane, secondo il Ministero della Salute.

Preoccupante è anche la situazione nello stato di Amazonas, che, con 501 morti e 6.062 casi, ha la sanità e i servizi funebri completamente sommersi.

I tamponi in Brasile sono assolutamente scarsi: nemmeno i professionisti della salute, che sono in prima linea ed esposti al virus, hanno diritto a test regolari. Infatti, non tutti i pazienti con sintomi e decessi sono sottoposti a test.

In pochi giorni la crescita dei casi confermati in Brasile è esponenziale. Bolsonaro ha continuato a rilanciare il suo discorso, affermando che non ha senso alcuna misura di contenimento, continuando la sua politica omicida che contribuisce alla perdita di migliaia di vite.

La negazione del presidente della diffusione del coronavirus e la crisi generata dalla pandemia continuano ad avere gravi conseguenze sul suo governo, con la destituzione del ministro della salute settimane fa, la quale ha generato attriti con i governatori statali.

Il governo, sostenuto dalle forze armate, dopo le dimissioni del Ministro della Giustizia Sergio Moro è isolato dalla maggior parte dei governi statali, e sta cercando di sostenersi e di cercare forza nei settori dell’estrema destra della società fomentando le più varie mobilitazioni.

 

Gloria Grinberg

Traduzione da Izquierdadiario.es