Condividiamo l’intervento del giovani militante della LOR-CI di Bolivia durante l’Atto Internazionale contro il razzismo e la violenza della polizia, trasmesso contemporaneamente dalla Rete internazionale dei giornali online La Izquierda Diario.


Dalla Bolivia inviamo il nostro saluto all’atto internazionalista contro il razzismo e la violenza della polizia, e al movimento di milioni di persone mobilitate contro la violenza della polizia e dello Stato. Lo facciamo in un momento in cui il crollo del sistema sanitario del nostro Paese significa la chiusura degli ospedali a causa del contagio del personale. La gente muore nelle loro case e nelle strade. Le famiglie sono costrette a tenere i cadaveri anche 8 giorni nelle proprie case, mentre il golpe e il governo razzista di Jeanine Áñez mantiene una politica di privatizzazione e di usurpazione del diritto alla salute. Come LOR-CI ci stiamo battendo per lo scioglimento delle forze repressive, affinché il bilancio a loro destinato possa soddisfare le esigenze dei lavoratori, in particolare quelle degli operatori sanitari che, a causa della mancanza di sicurezza sanitaria, sono morti a decine.

Inviamo un caloroso saluto alle mobilitazioni di Black Lives Matter negli Stati Uniti, e a coloro che lottano contro la polizia e la repressione dello Stato, perché la loro lotta è la nostra lotta. In Bolivia il colpo di stato razzista e padronale ha lasciato decine di morti, feriti e torturati. Gruppi fascisti e religiosi hanno collaborato alla repressione picchiando donne, contadini e indigeni, incarnando la brutalità razzista che è costitutiva delle classi dominanti e del loro apparato di repressione.

In questo senso, le mobilitazioni contro il razzismo e la repressione della polizia negli Stati Uniti ci danno la forza di lottare contro il blocco politico del golpe. Perché lo stesso imperialismo che ha ucciso George Floyd negli Stati Uniti è quello che ha promosso il colpo di stato in Bolivia, con l’aiuto dell’OSA e di Donald Trump al servizio del capitale bancario, finanziario e agroindustriale, settori dove si concentra la destra in Bolivia.

Noi indigeni siamo orgogliosi della nostra identità, tuttavia, la nostra condizione di lavoratori più precari, nelle pulizie, nell’edilizia, nei lavori a giornata, non è cambiata nonostante le politiche culturaliste che il MAS di Evo Morales ha promosso nei suoi 14 anni di governo. Credevano che facendo un patto con i capitalisti avrebbero potuto sradicare la violenza razziale e raggiungere il socialismo. Questa strategia si è rivelata impraticabile il 10 novembre scorso. Noi socialisti crediamo che il razzismo non finisca grazie a un patto con i razzisti, ma nelle strade, come milioni di persone hanno dimostrato negli Stati Uniti e nel mondo.

Salutiamo tutte le lotte dei lavoratori che si stanno svolgendo nel mondo, difendendo la libertà delle migliaia di prigionieri politici che si sono mobilitati contro il razzismo negli Stati Uniti, in Bolivia e in tutto il mondo, avanzando verso l’auto-organizzazione indipendente per affrontare i governi che stanno scaricando la crisi della pandemia sulle nostre spalle. Perché le vite dei lavoratori sono importanti, dobbiamo costruire una grande organizzazione internazionale dei lavoratori per affrontare i capitalisti e i loro stati che alimentano ogni forma di sfruttamento e di oppressione.

Per tutto questo, Viva la Quarta Internazionale!