L’atto internazionalista di ieri sera “Basta razzismo e violenza poliziesca!” è stato lanciato da organizzazioni socialiste in America Latina, negli Stati Uniti e in Europa, promotrici della rete di giornali online La Izquierda Diario in 14 paesi. Hanno parlato delle mobilitazioni sociali in corso nel mondo, come negli Stati Uniti, in Francia, in Brasile e in altri paesi. Saranno presto disponibili in forma scritta, raccolti in un’apposita pagina, tutti i singoli interventi degli oratori dell’atto.

Dopo il grande evento del 1° maggio – nel bel mezzo della pandemia -, la Fazione Trotskista – Quarta Internazionale questo sabato 11 luglio, ha ripetuto un’iniziativa mediatica che, sfruttando la tecnologia di oggi, recupera le migliori tradizioni dei socialisti rivoluzionari, compiendo un atto internazionalista, trasmesso contemporaneamente e in più lingue.

Da paesi dove la lotta contro il razzismo ha un grande impatto, come gli Stati Uniti, la Francia o il Brasile, così come da altri luoghi come il Cile, l’Argentina, la Bolivia, la Germania o il Regno Unito, sono arrivate le voci degli oratori, militanti che fanno parte della prima linea dei processi che si stanno sviluppando in questo momento in tutto il mondo.

6.000 connessioni da diverse parti del mondo hanno seguito l’evento contemporaneamente, mentre, al momento della chiusura di questo articolo, il video si avvicina alle 100.000 visualizzazioni sui diversi social network e continua a crescere. L’evento è stato tradotto in sette lingue: inglese, francese, portoghese, italiano, spagnolo, tedesco e lingua dei segni.

Nel fermento mondiale per la rivolta antirazzista e antipoliziesca negli Stati Uniti per l’assassinio di George Floyd, l’evento ha denunciato il rapporto tra razzismo, violenza della polizia e capitalismo, da una prospettiva socialista e rivoluzionaria.

Gli oratori, con le loro storie di vita e di lotta, hanno parlato di tutto questo, dalla lotta contro il razzismo e ogni forma di oppressione alla lotta dei lavoratori per i loro diritti.

Hanno parlato i rappresentanti dei giovani migranti perseguitati e stigmatizzati, i giovani referenti del movimento nero, le donne e militanti LGBT+, le popolazioni indigene, gli operatori sanitari e i lavoratori di origine migrante.

Interventi attraversati tutti dall’odio contro questo sistema capitalista, che sottopone la maggioranza a condizioni di vita di sfruttamento, fame e miseria, oltre che alla più aberrante oppressione dei settori oppressi. Inoltre, hanno dimostrato l’importanza dell’unità d’intenti tra la lotta dei lavoratori e di tutti i settori oppressi contro i datori di lavoro e i loro governi in tutto il mondo, in questo momento di crisi sanitaria e sociale, che stanno cercando di scaricare sulla maggioranza della popolazione.

L’evento ha mostrato una corrente socialista rivoluzionaria internazionale legata ai settori più oppressi della classe operaia e della gioventù, con leader operai, figli di immigrati come Anasse Kazib dalla Francia, immigrati come Yunus Özgür (giovane tedesco di origine turca), dirigenti della comunità nera in diversi paesi come Leticia Parks, Marcelo Pablito e Julia Wallace , giovani come Maryam Alaniz (americana di origine iraniana), operatori sanitari in prima linea come Mike Pappas dagli Stati Uniti, la compagna Camila Delgado che riflette la lotta del popolo Mapuche in Cile o Carlos Cornejo dalla Bolivia che esprime la lotta contro l’oppressione delle comunità Aymara in Bolivia. Inoltre, Nicolás del Caño e Myriam Bregman del PTS argentino hanno presentato l’evento e hanno fatto riferimento alla violenza della polizia e al razzismo anche in Argentina, mentre Alejandra Ríos ha mandato il suo saluto da Londra, dove si sono svolte importanti e simboliche azioni contro il razzismo e il colonialismo.

L’evento nel suo complesso ha avuto un impatto su migliaia di persone che l’hanno ampiamente condiviso nei social network, dando un’eco mediatica un movimento internazionale che partecipa a tutte queste lotte e movimenti attuali, sollevando al contempo la necessità di costruire partiti rivoluzionari e un’Internazionale rivoluzionaria per porre fine a questo sistema di sfruttamento e oppressione.

 

Cronaca dell’atto della Frazione Trotskista – Quarta Internazionale

Nicolás del Caño e Myriam Bregman, dirigenti del PTS-FIT, hanno presentato l’evento dall’Argentina.

Myriam Bregman ha iniziato l’evento segnalando le massicce mobilitazioni contro il razzismo e la violenza della polizia: “Qui in Argentina, col Frente de Izquierda – di cui facciamo parte insieme al Partido Obrero, a Izquierda Socialista e al MST – il nostro partito, il PTS, si è mobilitato come parte di questo movimento che sta facendo il giro del pianeta”.

Da parte sua, Nicolás del Caño ha aggiunto: “Questo atto ha come bandiera anche il ripudio della violenza della polizia e delle forze di sicurezza dello Stato. “Non riesco a respirare”. Questo grido, che ha fatto il giro del mondo ricordando George Floyd sul ginocchio del poliziotto Derek Chauvin, si ripete in molti, molti paesi”.

Del Caño ha anche sottolineato che “quello che qui chiamiamo il grilletto facile della polizia continua a prendersi la vita dei giovani della Grande Buenos Aires e di altre città del paese. E non è un caso che il governo nazionale, i governi provinciali, sia che appartengano al governo che all’opposizione di destra, abbiano la responsabilità di venire a dare potere alle forze di sicurezza nel loro insieme. Per questo diciamo anche: Facundo Castro, sospettato di essere stato rapito dalla polizia di Buenos Aires, deve riapparire vivo”.

 

“In Francia abbiamo visto un ritorno a forme di auto-organizzazione che non vedevamo da molti anni”

Annasse Kazib, leader delle ferrovie, è stato il primo a parlare. Figlio di immigrati marocchini, ha reso conto delle molestie e del razzismo subiti dai giovani da parte della polizia francese nei sobborghi, basandosi sulla sua stessa storia personale. Ha poi parlato delle lotte che i lavoratori stanno attraversando in quel Paese: “Quest’anno abbiamo visto un’intensa lotta di classe contro la riforma delle pensioni… e il ritorno a forme di auto-organizzazione che non vedevamo da molti anni”.

Come spiega Anasse, lo sviluppo della pandemia ha messo in luce “il ruolo centrale del proletariato, che non è mai stato così visibile su larga scala. La borghesia non poteva rendere invisibili gli eroi della classe operaia, come gli addetti alle pulizie, i cassieri, i fattorini e ancor più gli operatori sanitari o del servizio pubblico.

Il giovane lavoratore non solo ha parlato della Francia, ma ha concluso il suo discorso interloquendo con coloro che stavano seguendo l’evento in tutto il mondo: “Questo incontro internazionalista fa eco a questa realtà di una lotta di classe sempre più internazionale, e pone la necessità di costruire un’organizzazione mondiale rivoluzionaria, con un programma offensivo per difendere la sopravvivenza della nostra classe e per definire a lungo termine, come direbbe Trotsky, “Chi dovrebbe essere il padrone di casa”, e per strappare il potere a quella manciata di parassiti, che quando non sfruttano i proletari, li lasciano morire durante le epidemie, come nelle guerre o nei disastri climatici causati da loro stessi, per i propri interessi”.

 

Nel Regno Unito, “centinaia di migliaia di persone hanno marciato sotto la bandiera della Black Lives Matter”

Alejandra Rios, docente universitaria, ha raccontato l’importante movimento antirazzista scatenatosi dopo le grandi mobilitazioni negli Stati Uniti e che ha avuto come pietra miliare la demolizione della statua del mercante di schiavi Edward Colston: “centinaia di migliaia di persone hanno marciato nelle città del Regno Unito sotto la bandiera di Black Lives Matter, chiedendo la fine del razzismo e della brutalità della polizia, ma anche individuando le radici del razzismo contemporaneo nel colonialismo e nell’imperialismo, in particolare quello dell’Impero britannico”.

 

Germania: “gli Stati imperialisti europei hanno causato innumerevoli morti nel Mediterraneo e alle frontiere”

Yunus Özgür, un giovane tedesco di origine turca, ha espresso il suo orgoglio di partecipare all’evento internazionalista insieme ai socialisti rivoluzionari di diversi paesi. Ha anche denunciato: “I capitalisti vogliono scaricare la pandemia del Coronavirus sugli sfruttati e gli oppressi. Sono soprattutto le donne e i migranti a pagare per questa crisi…”.

Ha fatto riferimento alle politiche imperialiste del governo Merkel e degli altri governi europei: “Hanno causato innumerevoli morti nel Mediterraneo e ai confini europei. Ora la pandemia del Coronavirus ha ulteriormente peggiorato la situazione delle decine di migliaia di rifugiati nei centri di detenzione”.

Infine, ha concluso parlando di quella che è la prospettiva di lotta per i rivoluzionari, perseguendo i compiti fissati dalla Quarta Internazionale di Lev Trotsky: “la costruzione di organizzazioni rivoluzionarie a livello nazionale e internazionale, nella prospettiva degli Stati Uniti Socialisti d’Europa”.

 

Brasile, tra l’estrema destra di Bolsonaro e l’esercito e la passività del Partito dei lavoratori e la burocrazia sindacale

Leticia Parks, la giovane trotskista e militante di Pan y Rosas Brasil e della corrente nera Quilombo Vermelho, ha fatto riferimento alle proteste negli Stati Uniti contro il razzismo imperialista e ha descritto come queste abbiano avuto un impatto in Brasile “dove ci sono state importanti manifestazioni contro il governo reazionario di Bolsonaro, il vice presidente Mourão e i militari”.

Ha aggiunto che “migliaia di persone sono scese in strada anche con le tifoserie di calcio alle manifestazioni antifasciste e antirazziste. Abbiamo gridato insieme per João Pedro e per tanti altri uccisi dalla polizia. Abbiamo gridato che le vite nere sono importanti!”.

Ha anche sottolineato che

in Brasile viviamo sotto un regime protetto dalle Forze Armate” e ha criticato duramente la posizione che l’opposizione del PT ha mantenuto: “qui le centrali sindacali, e in particolare il PT con il suo peso nei sindacati come la CUT, hanno agito per separare le lotte e chiamare i lavoratori a restare a casa a causa della pandemia, mantenendo una tregua inscalfibile con il governo di Bolsonaro”.

Infine, ha chiuso il suo messaggio ricordando che

come diceva Lev Trotsky, per essere un rivoluzionari bisogna guardare la vita attraverso gli occhi delle donne. In questo momento di furia dei neri e di brutale violenza razzista e patriarcale, invito tutti a guardare la vita con gli occhi potenti delle donne nere di tutto il mondo che non hanno nulla da perdere se non le loro catene”.

Dal Brasile è intervenuto anche Marcello Pablito, militante del sindacato dei lavoratori non docenti dell’Università di San Paolo, che ha sottolineato, tra l’altro, che “il razzismo è approfondito dallo sfruttamento capitalista“. Ha anche sottolineato che “comprendere cosa fosse la schiavitù ci aiuta ad avere più motivi per lottare contro il capitalismo, questo sistema miserabile che usa il razzismo per sfruttarci ancora di più”.

Combattiamo il razzismo in modo inscindibile dalla lotta contro il capitalismo“, ha detto Marcello, che ha anche spiegato che “il razzismo moderno è approfondito dallo sfruttamento capitalistico, ancor più in Brasile, che è il Paese più nero al di fuori dell’Africa, dove tutti i governi hanno tenuto i neri, ma anche gli indigeni, gli immigrati e le persone del nord-est del Paese nelle peggiori condizioni di vita”.

Ha posto con forza le differenze con le correnti che considerano le forze di polizia parte della classe operaia: “La polizia che si inginocchia sul collo del popolo nero non è nostra alleata” e ha aggiunto che “è un grave errore che le correnti di sinistra qui in Brasile, come il PSOL e il PSTU, considerino la polizia come parte della classe lavoratrice che dovrebbe essere all’interno dei sindacati, quando ogni giorno nelle favelas perdiamo migliaia di giovani che vengono uccisi dalla stessa polizia che organizza le milizie, che sono la base di Bolsonaro”.

Sul razzismo ha ricordato le battaglie della Quarta Internazionale, quando Trotsky ha detto che “i lavoratori neri coscienti sono chiamati dalla storia a prendere il posto di avanguardia della classe operaia. Queste battaglie sono più attuali che mai”. E ha finito con la rivendicazione di “unire la nostra classe con tutti i popoli del mondo, unificando la classe operaia senza frontiere, combattendo per mettere forti partiti rivoluzionari sulla strada della ricostruzione della IV Internazionale.

 

Saluti dal Frente de Izquierda

In seguito hanno salutato l’evento, promosso dalla rete di giornali online La Izquierda Diario in 14 paesi, Izquierda Socialista e MST del Frente de Izquierda – Unidad.

Celeste Fierro, dirigente del MST, ha portato il saluto della sua organizzazione e ha fatto riferimento alle politiche repressive e di austerità dei governi capitalisti, ritenendo che “è necessario promuovere e coordinare ognuna di queste lotte da parte di chi di noi sta costruendo organizzazioni socialiste, anticapitaliste, politiche di sinistra per intervenire in questa situazione”.

Anche Juan Carlos Giordano, dirigente di Izquierda Socialista, ha inviato un saluto a nome della sua attuale corrente e chiamato “a combattere perché la crisi sia pagata dai capitalisti, non dai lavoratori. Per un piano di emergenza basato sul mancato pagamento del debito estero e della tassa sui grandi gruppi economici, banche e multinazionali. Per un movimento mondiale e per una sinistra anticapitalista e socialista che lotti per questo”.

 

“Abbiamo visto nelle strade la forza della classe operaia e dei giovani”

Dalla regione di Araucania in Cile, Camila Delgado ha parlato dei giovani e della lotta contro l’impunità della polizia. “Abbiamo visto nelle strade la forza della classe operaia e dei giovani”. Ha anche sottolineato che: “Qui la violenza della polizia è una violenza sistematica, territori militarizzati e omicidi di combattenti. Non dimenticheremo mai che sia la destra che i governi progressisti sono responsabili”.

Ma ha sottolineato che

l’impunità della polizia è stata una delle ragioni per cui ci siamo ribellati in ottobre, dove la bandiera mapuche sventolava ad ogni manifestazione”. A Temuco abbiamo anche abbattuto diverse statue e simboli colonialisti…”.

E ha concluso esclamando “oggi il compito è quello di vincere e finire quello che abbiamo iniziato! Un abbraccio di lotta e di internazionalismo”.

 

Bolivia: “Stiamo lottando per lo scioglimento delle forze repressive, in modo che i fondi siano destinati a soddisfare le esigenze dei lavoratori”

Più tardi, Carlos Cornejo, membro della Lega Operaia Rivoluzionaria (LOR-CI), ha inviato un saluto “all’evento internazionalista e al movimento di milioni di persone mobilitate contro il razzismo e la violenza della polizia“.

Il giovane attivista ha fatto riferimento al crollo del sistema sanitario che il paese andino sta soffrendo, “sta affrontando la chiusura degli ospedali a causa del contagio del personale, della gente che muore per strada e alle porte degli ospedali”. Le famiglie devono tenere i cadaveri in casa anche per otto giorni, mentre il governo razzista golpista di Jeanine Áñez mantiene una politica di privatizzazione e di usurpazione della salute.

Ha parlato anche delle lotte che si stanno svolgendo dall’organizzazione trotskista di cui fa parte:

Come LOR-CI ci stiamo battendo per lo scioglimento delle forze repressive, affinché il bilancio a loro destinato possa soddisfare le esigenze dei lavoratori, in particolare quelle degli operatori sanitari che, a causa della mancanza di sicurezza sanitaria, sono morti a decine.

E ha concluso salutando tutte le lotte dei lavoratori “per difendere la libertà delle migliaia di prigionieri politici e contro il razzismo negli Stati Uniti, in Bolivia e in tutto il mondo”, ed ha esclamato: “Perché la vita dei lavoratori è importante! Dobbiamo costruire una grande organizzazione internazionale dei lavoratori per affrontare i capitalisti e i loro stati che alimentano ogni forma di sfruttamento e di oppressione. Viva la Quarta Internazionale!

 

Gli Stati Uniti, epicentro della pandemia e della ribellione antirazzista

Dal cuore dell’imperialismo, tre membri di Left Voice hanno parlato: Mike Pappas, Maryam Alaniz e Julia Wallace, referenti riconosciuti dell’attivismo americano che hanno raccontato il profondo fenomeno delle mobilitazioni contro il razzismo e la brutalità della polizia nel Paese.

Il giovane medico Mike Pappas, ha spiegato: “Nelle ultime settimane abbiamo assistito a una rivolta contro ‘la pandemia dentro la pandemia’ – razzismo sistemico e la polizia che giustiziano impunemente 1000 persone all’anno”.

Mike, che è stato arrestato in una delle mobilitazioni a New York City, ha anche espresso importanti conclusioni di queste settimane di lotta:

Stiamo assistendo a un cambiamento a sinistra nella situazione politica, con molti sindacati che si mobilitano per le vite dei neri e votano per cacciare la polizia dalle nostre organizzazioni. Il futuro prossimo è maturo di crisi e contraddizioni – probabilmente vedremo più disordini sociali e lotte di classe.

Maryam Alaniz, una giovane queer e figlia di immigrati iraniani, ha espresso il suo orgoglio nel partecipare a questo evento insieme a socialisti internazionalisti provenienti da diverse parti del mondo, spiegando il significato degli eventi degli ultimi mesi:

Negli Stati Uniti, l’immagine di George Floyd che implora per la sua vita sotto il peso della brutalità della polizia ha acceso una scintilla per milioni di persone. Per quasi due mesi abbiamo affrontato lo Stato notte dopo notte, mentre la classe dirigente ci ha gettato solo briciole pietose. È chiaro che non possiamo riformare un sistema che sta uccidendo i neri, tagliando i servizi di base nelle comunità oppresse e tagliando i posti di lavoro della classe operaia.

Julia Wallace ha chiuso l’atto col suo intervento. Anche lei fa parte di Left Voice e ha una lunga storia nella lotta antirazzista. Sua madre faceva parte del Black Panther Party: “Come molti neri negli Stati Uniti, ho vissuto e affrontato il razzismo e la violenza per mano della polizia. E oggi, sono ispirata nel vedere tanti giovani neri per le strade insieme a milioni di altri che lottano contro la brutalità della polizia e il razzismo sistemico.

Ha espresso il suo punto di vista sul ruolo di Trump e del Partito Democratico in questa crisi:

Sia i Democratici che i Repubblicani mirano a sedare questo movimento, ma hanno strategie diverse. I repubblicani, sotto la guida di Trump, hanno abbracciato apertamente i supremetisti bianchi con la retorica più violenta e bigotta. Trump ha fatto appello alla Guardia Nazionale e ai militari per far cessare le proteste. Ha minacciato “se iniziano a saccheggiare, noi inizieremo a sparare” citando un capo della polizia razzista dei tempi della lotta per i diritti civili. Invece i manifestanti sono diventati ancora più audaci. Costringendo Trump a ritirarsi nel suo bunker come il codardo che è. La sua retorica incoraggia ancora i suprematisti bianchi che hanno continuato ad attaccare e ad uccidere i manifestanti insieme alla polizia.

La strategia dei Democratici, d’altra parte, è stata quella di assecondare e cooptare. Cercando di mascherare i loro anni di attacchi alla comunità nera. I Democratici hanno contribuito a facilitare massicci tassi di incarcerazione, gentrificazione, e hanno protetto la polizia omicida, come Derek Chauvin che ha ucciso George Floyd.

Per questo ha sollevato la necessità di un’alternativa:

Noi, la classe operaia e gli oppressi, abbiamo bisogno di un partito politico indipendente dai capitalisti e dagli imperialisti, senza polizia, padroni o suprematisti nelle sue file. Dobbiamo organizzarci politicamente nelle strade e nei luoghi di lavoro e costruire un partito che rappresenti i nostri interessi.