Si sono tenute ieri le elezioni di metà mandato in Argentina. Il governo del Frente de Todos recupera posizioni sulla destra di Unidos por el cambio, ma la novità è l’emersione del FIT-U, la sinistra anticapitalista, come terza forza nazionale col 6% dei voti.


Si sono tenute ieri in Argentina le elezioni di metà mandato che rinnovavano metà della Camera, un terzo del senato e le cariche dei consigli locali in tutto il paese.

Un banco di prova importante per il governo di “centrosinistra” del Frente de Todos, che raggruppa gran parte del vecchio peronismo, l’area politica erede dei governi del generale Peron, che cercò storicamente di legare le organizzazioni operaie e la sinistra alla sua politica di unità popolare attorno alla sua figura carismatica.

Le liste che hanno affrontato il FdT sono state quelle del “centrodestra” di Unidos por el Cambio, la coalizione di opposizione che comprende anche i settori andati al governo con Mauricio Macrì nella scorsa legislatura, i liberali di destra di Javier Milei e José Luis Espert, e il Frente de Izquierda y de los Trabajadores – Unidad (FIT-U), espressione della sinistra operaia e anticapitalista, formato da quattro partiti (PTS, PO, IS e MAS) e altre forze minori.

Unidos por el Cambio ha vinto questa tornata elettorale con oltre 9,6 milioni di voti (in un paese di circa 45 milioni di abitanti), 2 milioni in più della coalizione di governo. Ma la novità di queste elezioni è stata la polarizzazione di una minoranza significativa dell’elettorato tra i “libertari” di destra di Milei, con percentuali particolarmente alte nell’area metropolitana di Buenos Aires (che concentra circa un terzo della popolazione argentina), e il FIT-U, che ha superato quest’ultimi, con 1,2 milioni di voti, sfiorando il 6% dei voti.

La sinistra – in Argentina non c’è ambiguità sul fatto che la “sinistra” sia quelle delle organizzazioni operaie e dei subalterni, non del centrosinistra – elegge così quattro deputati nazionali: Nicolás del Caño (PTS) e Romina del Plá (PO) per la provincia di Buenos Aires, Myriam Bregman (PTS) per la città di Buenos Aires, mentre nella provincia di Jujuy, con lo storico risultato del 25,1%, è eletto Alejandro Vilca, netturbino e dirigente del PTS.

Per la città di Buenos Aires, Gabriel Solano (PO) e Alejandrina Barry (PTS) sono stati eletti come deputati provinciali.

Nella provincia di Buenos Aires, Guillermo Kane e Graciela Calderón entrano come legislatori provinciali per la Terza Sezione, insieme a decine di consiglieri locali nelle varie circoscrizioni.

Il risultato delle primarie nazionali obbligatorie (PASO) di ottobre, così, non è risultato una bolla momentanea di “voto di protesta” contro il centrosinistra, ma come un dato reale della scena politica nazionale, con anzi un aumento dei voti del FIT-U del 20%, il miglior risultato di sempre per la coalizione della sinistra radicale. Un risultato che è il prodotto della partecipazione e costruzione significativa della sinistra argentina nei conflitti sociali, nella lotta alla burocrazia nei sindacati, nella storica campagna per il diritto all’aborto, nell’ampia agitazione per rivendicazioni di rottura con le ricette del Fondo Monetario Internazionale e dei partiti di governo.

A fronte di una sinistra europea (e non solo) che si accorda sistematicamente al centrosinistra nelle sua varie forme, o che fatica ad avere l’ambizione di emergere come un polo politico credibile e del tutto alternativo ai partiti di governo – dalle destre reazionarie alle sinistre neoriformiste o populiste -, il FIT-U rappresenta un esempio e una fonte d’ispirazione che deve senz’altro entrare a far parte del dibattito a sinistra, tra i militanti dei movimenti e delle organizzazioni politiche.

Sulle prospettive e le sfide per la sinistra nel prossimo periodo, Fernando Scolnik, direttore del giornale online La Izquierda Diario, ha sottolineato che

L’importanza del risultato della sinistra, le idee per cui ci siamo battuti nella campagna elettorale e la militanza di migliaia di persone in tutto il paese, devono essere intese come un compito preparatorio per quello che verrà, in un determinato contesto.

La richiesta di un accordo nazionale con l’opposizione di destra per un compromesso economico pluriennale, ratificato dal presidente Alberto Fernández domenica notte, è un termometro e un’espressione dei tempi a venire.

Negli anni a venire, il futuro sarà segnato da una monumentale e impagabile crisi del debito con il FMI, i creditori privati e altri organismi come il Club di Parigi […]. Contro queste politiche, la campagna del Frente de Izquierda Unidad, che aveva come due dei suoi assi principali il rifiuto delle politiche di austerità e la sottomissione al FMI, così come la lotta per sei ore di lavoro per cinque giorni alla settimana con un salario uguale al paniere familiare, tra altri assi come le lotte di genere e ambientali, ha conquistato una significativa simpatia popolare, in un contesto in cui il tasso di povertà del 40% si scontra frontalmente con le aspettative di un governo che era salito al potere promettendo di “riempire il frigorifero”, e ha fatto il contrario, mentre il capitale finanziario, i proprietari terrieri e altri grandi uomini d’affari hanno continuato a prenderne a palate. Gli scandali come quello del vaccinatore di VIP o lo scandalo del compleanno nella Quinta de Olivos [quando è emerso che membri del governo violavano le norme anti-Covid, ndt], non hanno fatto che aumentare il malcontento.

Dal PTS consideriamo questi risultati, e aver seminato idee come la necessità di rompere con il FMI o la nostra proposta di distribuzione dell’orario di lavoro contro i piani di riforma del lavoro, come punti di appoggio per avanzare nella conquista di un riferimento politico che sarà decisivo verso i prossimi episodi convulsi che verranno nella crisi. Questo percorso non esclude la discussione delle differenze all’interno dei partiti della FITU, come quelle relative a come organizzare i lavoratori occupati e disoccupati, il loro rapporto con lo stato o il coordinamento democratico delle lotte.

I tre deputati nazionali che il PTS ha vinto, dei quattro che il FIT-U ha vinto, così come i nostri legislatori provinciali e municipali, saranno al servizio della lotta per promuovere l’organizzazione dei settori avanzati, la lotta di classe e la moltiplicazione delle nostre forze, sulla strada per costruire un partito che lotti per un’alternativa operaia e socialista.