Abbiamo bloccato tutto per Gaza! Le piazze italiane si riempiono in solidarietà con la Palestina
Più di 100.000 persone a Roma; occupate ingresso e uscita dell’autostrada A1 a Firen…
Più di 100.000 persone a Roma; occupate ingresso e uscita dell’autostrada A1 a Firen…
Negli ultimi giorni, la Global Sumud Flotilla ha stimolato anche in Italia una serie di importanti manifestazioni per la Palestina, proprio mentre Israele accelera le operazioni di genocidio e occupazione di Gaza. L’annuncio di uno sciopero a sostegno dell’iniziativa lanciato la settimana scorsa dai portuali di Genova riporta il baricentro della solidarietà internazionalista nei luoghi di lavoro. Inoltre, crea un terreno fertile per il rilancio della mobilitazione degli studenti e del personale dell’università contro gli accordi con Israele, ma più in generale per una lotta contro le politiche di militarizzazione, repressione e impoverimento del governo Meloni. Per evitare il recupero delle istanze pro-Palestina e del dissenso contro l’estrema destra da parte di forze filo-sioniste e pro-riarmo come il Partito Democratico e i suoi alleati, è però necessario discutere come costruire una piattaforma anti-capitalista e indipendente dal centro-sinistra.
In queste ultime settimane il sindacato Sudd Cobas, che organizza lavoratori soprattutto nella zona della piana fra Firenze e Pistoia, ha lanciato due massicce campagne di scioperi contro lo sfruttamento indiscriminato operato dalle aziende del distretto tessile, a partire dalla richiesta di diritti basilari di lavoratrici e lavoratori, come le quaranta ore di lavoro settimanali. Bisogna sostenere queste lotte ed aiutare ad estenderle lungo tutta la filiera tessile.
Pubblichiamo di seguito la dichiarazione della Frazione Trotskista - Quarta Internazionale sui recenti attacchi dell'imperialismo statunitense e di Israele contro l'Iran.
Con una partecipazione appena superiore al 30 percento degli aventi diritto, i 4 ref…
La convocazione della manifestazione del 7 giugno da parte di PD, AVS e M5S per “fer…
Da molto tempo un evento dell'estrema sinistra in Francia non suscitava tanto entusiasmo. Révolution Permanente (RP), parte della Frazione Trotskista - Quarta Internazionale (FT-QI), ha organizzato un evento con oltre 2.000 persone che hanno partecipato per ascoltare cosa propongono i socialisti rivoluzionari di fronte a un capitalismo che offre solo guerre, carestie, persecuzioni e genocidi. Sono intervenuti portavoce e dirigenti della nostra corrente internazionale, e ha chiuso l'evento il ferroviere Anasse Kazib - portavoce di RP - perseguitato dal potere giudiziario per aver espresso la sua solidarietà alla Palestina. Da domenica 8 giugno, disponibile il video dell'evento con sottotitoli in italiano!
Il 22 maggio i vertici delle confederazioni dei trasporti di CGIL, CISL, UIL e UGL, …
In questi giorni Jean-Luc Mélenchon, presidente de la France Insoumise (LFI), e a ca…
La lotta contro la riforma del pre-ruolo Bernini, che minaccia di precarizzare ulter…
L'8 e 9 giugno si voterà per i cinque referendum abrogativi su lavoro, precarietà e …
Nell'aprile dell’anno scorso il leader delle lotte dei ferrovieri parigini e portavo…
La manovra tariffaria di Donald Trump ha scatenato il panico nei mercati di tutto il…
Il governo inserisce in un decreto legge, approvato il 4 aprile in Consiglio dei min…
Un anno fa i sindacati presentavano la piattaforma per il rinnovo dei ccnl metalmecc…
Quella che prende forma in vista del 15 marzo non è una piazza genericamente europeista che si batte contro le estreme destre e per il sostegno all’Ucraina, come ce ne sono state altre nel recente passato. È, al contrario, una piazza che in nome della riaffermazione dei presunti valori europei avvalla e sostiene una folle corsa al riarmo. Questo avviene con i partiti del centrosinistra schierati al gran completo e con la partecipazione di alcune delle principali organizzazioni del movimento operaio. Il momento è grave. Serve un’immediata reazione antimilitarista e antimperialista, mettendo al centro l'indipendenza e la forza della classe lavoratrice, senza nessun cedimento all'europeismo liberale.
L'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, rappresenta un momento cruciale per …
Pochi giorni fa sui giornali è uscita la notizia della presunta adesione delle segre…
L'8 marzo scendiamo nuovamente in piazza, in un mondo sconvolto da crisi e guerre. Contro l'estrema destra misogina e LGTBfobica di Donald Trump e dei suoi alleati, e anche contro le altre false alternative politiche che sostengono il capitalismo, alziamo le nostre bandiere del femminismo socialista, antimperialista e internazionalista.
Negli ultimi mesi, in risposta ai tagli e alla riforma Bernini, abbiamo visto nascere in varie città universitarie assemblee precarie, formate da student*, ricercator* e lavorator* precar*. La scorsa settimana c’è stata la prima assemblea nazionale, in cui sono state poste le basi per i successivi mesi di mobilitazioni. La chiave di volta di questa mobilitazione sarà la capacità di estendersi e costruire alleanze con la componente studentesca e altri settori di precariato, dentro e fuori l’università.
Il movimento universitario che si ritrova in assemblea nazionale in questo fine sett…
Il movimento in corso in Serbia continua senza sosta dopo quasi tre mesi di mobilitazione. Gli studenti continuano a occupare la maggior parte delle università del paese e venerdì scorso settori più ampi della società hanno scioperato per esprimere il loro sostegno agli studenti e sfidare il regime. Una prima vittoria è stata ottenuta con le dimissioni del primo ministro Miloš Vučević.
Il cessate il fuoco a Gaza riflette la tensione tra le pressioni internazionali e le contraddizioni interne del governo Netanyahu, che affronta una crisi politica dopo il fallimento dei suoi obiettivi di guerra. Mentre le masse palestinesi celebrano una vittoria morale di fronte al genocidio, l'occupazione coloniale continua con nuovi attacchi in Cisgiordania e una persistente resistenza al regime di apartheid.
Siamo a pochi giorni da un fine settimana di sciopero per tutto il settore ferroviario, lanciato da USB, CUB, SGB e dall’ Assemblea PdM-PdB – il coordinamento autorganizzato del personale di bordo e di macchina a cui collaborano vari sindacati di base. Si tratta di una nuova data importante - dopo lo sciopero del 12 dicembre scorso - in cui i lavoratori di tutti i sotto-settori della mobilità su rotaia (infrastruttura, circolazione, macchinisti e capitreno) possono lottare insieme per un rinnovo del contratto con riduzione dell’orario di lavoro e forti aumenti salariali; per dire no all’accordo del 10 gennaio ai danni dei manutentori, ma anche ai tentativi da parte di Salvini e del governo di reprimere i ferrovieri con la legge anti-sciopero 146 e continuare a mantenere sotto-finanziato e subordinato al profitto il trasporto pubblico (questa la causa dei ritardi dei treni, non i fantomatici “sabotatori” agitati dal ministro). Per l’occasione, pubblichiamo un’intervista a Ezio Gallori, storico macchinista in prima fila nelle lotte dei ferrovieri tra il 1957 e il 1996, tra i fondatori del Coordinamento Macchinisti Uniti (CoMU), organismo autorganizzato che ha fatto da punta di lancia per gli scioperi nelle ferrovie fino agli anni 1990. Classe 1938, Gallori continua oggi ad essere attivo nelle lotte dei pensionati e nello storico giornale dei macchinisti autorganizzati Ancora in Marcia!. In questa intervista, a partire da domande sulle lotte del passato, emergono spunti ancora attuali per quelle del presente: l’importanza dell’organizzazione dal basso e democratica dei lavoratori, indipendente dalle direzioni burocratiche dei sindacati confederali, ma anche in grado di coinvolgere i lavoratori a prescindere dalla tessera sindacale; il ruolo che possono giocare i ferrovieri contro la guerra, ma anche in battaglie contro le nocività e per l’ecologia; la centralità della costruzione dei rapporti di forza e dell’unità dei lavoratori per vincere contro padroni, governo e repressione.