Cinque attivisti marxisti condannati a più di 15 anni di detenzione: la repressione del marxismo in Russia
Il 16 dicembre, cinque militanti di un gruppo marxista della città di Ufa s…
Il 16 dicembre, cinque militanti di un gruppo marxista della città di Ufa s…
Pubblichiamo la dichiarazione congiunta dei gruppi e dei giornali che costi…
Bashar al-Assad ha lasciato la capitale siriana Damasco domenica sera. Le m…
Mentre l'elezione di Trump ha aperto la strada a una possibile risoluzione …
La controffensiva ucraina è fallita, ma è impossibile per la Russia invertire l'equilibrio di potere. Il pessimismo si sta diffondendo tra gli alleati di Kiev, che si chiedono quale strategia adottare.
L’escalation politica tra Azerbaigian e Armenia è culminata lo scorso 19 settembre in un attacco azero su larga scala nella regione dell’Artsakh per annettere questa regione popolata da armeni.
Lula ha assunto la presidenza del gruppo, in una riunione segnata dall'assenza di due dei leader dei paesi più influenti e dalle divergenze sulla guerra in Ucraina.
L'Africa è attraversata da convulsioni centrate sul recente golpe militare in Niger. Uno scenario segnato dal declino dell'egemonia statunitense, da un imperialismo francese in ritirata nella regione e da potenze come la Cina e la Russia che reclamano un peso maggiore.
È arrivato ieri in serata l'annuncio dello schianto dell'aereo in territorio russo su cui viaggiava Evgenij Viktorovič Prigožin, che due mesi fa aveva inscenato una marcia su Mosca alla testa del Gruppo Wagner contro lo stato maggiore russo.
Stamattina le forze mercenarie del gruppo Wagner hanno preso il controllo d…
La NATO accoglie oggi la Finlandia come 31° membro ufficiale dell'Alleanza: l’entrata in funzione antirussa prosegue l'allargamento a est e provoca l’ira di Mosca.
Un anno fa, il mondo guardava sugli schermi di TV e cellulari l'impensabile: elicotteri, soldati e carri armati stavano attraversando il confine dell'Ucraina in modo coordinato. Il presidente russo Vladimir Putin chiama ancora questa aggressione "Operazione militare speciale" o "guerra preventiva", emulando le parole di George W. Bush quando invase l'Iraq.
La Frazione Internazionalista Rivoluzionaria ha tenuto la sua seconda Confe…
In seguito alla notizia della mobilitazione di riservisti, in Russia sono scoppiate proteste di massa in ben 38 città. Nel frattempo, ai confini si sono riversati migliaia di cittadini per scappare dal paese. Le difficoltà sul campo di battaglia si sono ben presto riflesse sul fronte interno per Putin, che punta sui referendum in Donbass per salvare una posizione ormai sempre più in bilico.
Il presidente russo ha annunciato la mobilitazione di circa 300mila riservisti e ha minacciato di ricorrere a testate nucleari “tattiche”. Esaminiamo gli interessi dietro la guerra in Ucraina e le prospettive geopolitiche aperte da questa svolta.
Le turbolente relazioni tra Turchia e Grecia si sono inasprite negli ultimi giorni. Il presidente della Turchia ha raddoppiato la minaccia di invasione di alcune isole del Mar Egeo. Atene ha risposto che è pronta a difendere la propria sovranità.
La società statale russa Gazprom ha dichiarato che il guasto che ufficialmente ha portato alla chiusura dei rubinetti è dovuto a una turbina e che la sospensione del servizio sarà "a tempo indeterminato".
Nel dibattito pubblico e specialmente tra chi si oppone alla guerra l’idea dominante è che i paesi europei e l’UE siano coinvolti nel conflitto loro malgrado. Lo scontro sarebbe essenzialmente tra Russia e Stati Uniti, mentre Berlino, Parigi, Roma ecc. avrebbero tutto l’interesse a trovare un rapido accordo con Mosca a causa dell’interdipendenza energetica con quest’ultima e il rischio di una conflagrazione nucleare a poche centinaia di chilometri. In questo articolo cercheremo di mostrare come il conflitto per l’influenza regionale, e in particolare sull’Ucraina, tra i paesi europei e la Russia sia un aspetto imprescindibile per comprendere gli sviluppi in corso, mentre le frazioni dominanti del capitale UE hanno tutto l’interesse a favorire un escalation per giustificare e proseguire i loro piani di centralizzazione imperialista su scala continentale, in relativa autonomia dagli USA. Tenere in considerazione questo aspetto è importante per evitare che il movimento contro la guerra finisca per legittimare in maniera più o meno diretta un processo del genere, oltre che per prendere una posizione di classe relativa al sostegno militare occidentale a Kiev.
L’opposizione da sinistra alla guerra in Ucraina continua in Russia e in Donbass, e con essa gli episodi di repressione, che rompono qualsiasi illusione della natura “umanitaria” dell’operazione di “denazificazione” sbandierata da Putin.
Le sanzioni dell'Occidente e altre misure punitive contro la Russia stanno creando una nuova cortina di ferro con profonde conseguenze. Il riarmo tedesco, l'isolamento della Russia, il duello USA-Cina in un contesto di crisi economica e di lotta di classe esacerbata: una svolta geopolitica globale da decifrare.
La guerra della Russia in Ucraina è entrata nel suo terzo mese. L'incapacità di Putin di ottenere una rapida vittoria, mentre l'Ucraina armata dalla NATO resiste ma non può sconfiggere l'invasione russa, ha portato a una situazione di stallo che tende ad approfondire il carattere internazionale del conflitto e il conseguente rischio di escalation.
"Abbiamo deciso che la Germania invierà all'Ucraina i carri armati antiaerei 'Gepard'", ha detto il ministro della difesa Christine Lambrecht all'apertura di una riunione con le sue controparti occidentali nella base statunitense di Ramstein, nella Germania occidentale.
Nel silenzio dei media nazionali, un corteo di circa 30.000 persone ha conq…
A Nizhnekamsk, Kazan, i lavoratori della fabbrica Gemont, per lo più immigrati turchi, hanno cominciato uno sciopero a gatto selvaggio al di fuori del controllo sindacale per i salari non pagati in seguito alla caduta del rublo. I padroni hanno immediatamente ceduto alla richiesta.